Caso Orlandi, controlli nella tomba di De Pedis

Nessuna contrarietà a far ispezionare la tomba di "Renatino" De Pedis né all’eventuale traslazione della sua salma dalla chiesa romana di Sant’Apollinare. Il nulla osta arriva dal Vicariato della Capitale, che ha dato il via libera all’autorità giudiziaria italiana ad approfonditi controlli nella basilica dove riposa il boss della banda della Magliana ritenuto coinvolto nel sequestro di Emanuela Orlandi. Un nuovo passo nella complessa inchiesta sulla sparizione della giovane cittadina vaticana di cui si è persa ogni traccia dal 1983. La posizione del Vicariato su eventuali accertamenti dei magistrati nella chiesa che ospita i resti di De Pedis – ucciso nel 1990 in un regolamento di conti a Roma e poi sepolto misteriosamente nella basilica-gioiello vicino a piazza Navona – è contenuta in una nota di poche righe trasmessa nelle ultime ore alla trasmissione televisiva "Chi l’ha visto?": proprio questa sera su Rai Tre il programma tornerà a parlare della sparizione della Orlandi sollevando nuovi interrogativi. Sulla scomparsa della cittadina vaticana – nella quale un ruolo attivo sembrerebbero avere avuto alcuni esponenti dell’organizzazione criminale che tra gli anni settanta o ottanta terrorizzava la Capitale nota come la banda della Magliana – sta indagando da tempo la Procura di Roma, che di recente ha anche ascoltato un uomo, indicato come "Mario", ritenuto «il telefonista» ovvero colui che chiamò a casa la famglia di Emanuela dopo il rapimento. Nel corso della deposizione, "il telefonista" – che secondo le ricostruzioni non avrebbe avuto un ruolo attivo nel sequestro ma sarebbe a conoscenza dell’intera vicenda – avrebbe anche fornito agli inquirenti notizie sulle vere ragioni della sepoltura di Enrico De Pedis nella chiesa di Sant’Apollinare, nel pieno centro storico della Capitale. "Renatino" fu ucciso in un regolamento di conti il 2 febbraio del 1990 nei pressi di piazza Campo de’ Fiori, in via del Pellegrino. Gli inquirenti romani ritengono che il sequestro della Orlandi sia stato organizzato proprio da De Pedis con la collaborazione di alcuni "suoi uomini" non appartenenti alla banda. Sono al momento tre le persone iscritte nel registro degli indagati, ma gli inquirenti ipotizzano che siano almeno 5 quelle coinvolte nella vicenda. Nel mirino dei magistrati il 49enne Sergio Virtù, autista di De Pedis, il 49enne Angelo Cassani detto Ciletto e il 47enne Gianfranco Cerboni detto Gigetto. Ai tre gli inquirenti sono arrivati grazie alla testimonianza di una donna, Sabrina Minardi, ex compagna di Renatino. -epolis-