Zaccai, ricoverato in ospedale dopo festino a base di coca e trans

È stato ricoverato in stato confusionale all’ospedale di Grassi di Ostia dopo un festino – raccontano testimoni – a base di cocaina e sesso con tre transessuali. Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale del Pdl, è stato dimesso solo dopo essere stato sedato e sottoposto al “trattamento sanitario obbligatorio”. Tre ore in ospedale, il rifiuto di sottoporsi ai test tossicologici e un referto medico che parla di “contusione al ginocchio” per una vicenda avvenuta nel cuore della notte in un appartamento di via Manlio Torquato che è finita al centro di un fascicolo della procura – allo stato contro ignoti – per “cessione di sostanza stupefacente”. Zaccai avrebbe assunto droga, affermano fonti del Grassi. E avrebbe opposto resistenza ai soccorsi, tanto che la guardia medica lo avrebbedovuto sedareprimadi predisporre, come da prassi, il trattamento sanitario obbligatorio. A svelare i retroscena del presunto festino è Eveline, la trans brasiliana che ha allertato la polizia. Ha riferito agli inquirenti che il consigliere si sarebbe affacciato in stato confusionale dal balcone dell’a ppar tamento nel quale si stava svolgendo il “party ”, urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio politico. Altri testimoni – tra cui Michele, studente che abita in via Manlio Torquato – raccontano di aver sentito le urla e aver visto un “uomo affacciato”. «Sono stato svegliato intorno alle 6. Gridava disperato: “Aiuto, aiuto mi hanno incastrato”. Ha svegliato tutto il vicinato…». Secondo i primi elementi raccolti dagli inquirenti, Zaccai sarebbe arrivato in via Torquato dopo l’una di notte insieme con Morgana, trans brasiliana di 26 anni, a bordo di una Bmw. «Avevano appuntamento al Fungo all’Eur – ha detto Eveline alla polizia -. Quando è arrivato in casa era già su di giri, sembrava sotto effetto di droga. Ha iniziato a spogliarsi e a urlare fuori dalla finestra». A quel punto le trans -riferiscono testimoni – sarebbero fuggite. «Ho visto tre trans scappare scalze con un computer sotto il braccio», conferma il titolare di una pizzeria. Contrastanti le versioni fornite agli inquirenti da Zaccai e dalla trans Morgana, finita all’ufficio Immigrazione perché sprovvista di permesso di soggiorno. L’inchiesta punta ad accertare se nell’appartamento sia stata consumata droga e chi eventualmente l’ha portata. Le versioni dei due – che a detta di Eveline si “vedevano da tempo” – coinciderebbero solo in parte. «Ho paura di Pier Paolo, una delle volte che sono uscita con lui l’ho visto girare con una pistola in macchina», racconta Morgana. «Ieri notte eravamo in 4 nell’appartamento, ma solo io ero con lui. Siamo stati insieme qualche ora, poi Pier Paolo è letteralmente impazzito quando gli ho detto che doveva andare via». «Erano quasi le sei del mattino – prosegue Morgana – e ha iniziato ad urlare, sporgendosi dalla finestra. Noi siamo scappate scendendo ai piedi del palazzo per dimostrare che non c’entravamo nulla». Poi il retroscena: «Uscivo con lui da quattro mesi, ma stanotte Pier Paolo era fuori di testa. Ha tentato anche di picchiarmi». -dnews-