Finiani contro il Lodo Alfano allargato: non è priorità

Estendere l’applicazione del Lodo Alfano a premier e ministri è «una piccola cosa: il presidente del Consiglio deve badare ad un paese e qualcosa gli devi dare». Umberto Bossi promuove così la nuova versione del lodo costituzionale proposta due giorni fa in commissione giustizia, che fa valere il provvedimento anche per i procedimenti iniziati prima dell’assunzione della carica. Ma la maggioranza è tutto fuorché compatta sul tema. «Non ci sembra una grande emergenza della nazione quella di parlare soltanto di lodi, intercettazioni e provvedimenti simili. Soprattutto in una situazione economica come questa e un’Italia dove le mafie fatturano 120 miliardi all’anno. Quindi credo che non sia una grande emergenza» ha commentato il finiano Fabio Granata. La commissione Giustizia del Senato voterà martedì prossimo il parere alla commissione Affari costituzionali ma intanto l’opposizione insorge. Il leader del Pd Pierluigi Bersani parla di proposta «assolutamente inaccettabile» e avverte: se la maggioranza insisterà «avremo giornate calde». Rincara la dose Anna Finocchiaro: «Mi pare paradossale che si nominino ministri per avere la sospensione. Però è accaduto, si è verificato qualche giorno fa con la nomina del ministro Brancher ». Attacca anche il leader Idv, Antonio Di Pietro: «Prima c’era l’associazione a delinquere di stampo mafioso, ora stiamo andando verso l’associazione a delinquere di tipo parlamentare». -dnews-