Expo, la mafia pensa già all’indotto

La cosca della ‘ndrangheta dei Valle, «grazie alle conoscenze di Fortunato Valle con amministratori pubblici locali» è riuscita «ad allargare la sua sfera di influenza interessandosi ad operazioni legate alle costruzioni immobiliari» e ad altre attività imprenditoriali «nella zona di Rho-Pero» a nord di Milano «in previsione del prossimo Expo che si terrà nel 2015». Avrebbero avuto i permessi, in particolare, per aprire un casinò, una discoteca e un bar proprio nella zona di Pero. È quanto emerge da un’informativa del 25 febbraio della Squadra Mobile di Milano che ha condotto le indagini, coordinate dal pm Ilda Boccassini, che ieri hanno portato all’arresto di 15 persone accusate di associazione mafiosa. Nell’informativa si spiega come la cosca Valle, formata quasi per intero da parenti, il vecchio capostipite di 72 anni e i due figli, Angela e Fortunato sotto di lui, si sia interessata grazie ai contatti con amministratori pubblici locali di operazioni immobiliari e della «acquisizione di licenze per l’avvio di attività imprenditoriali proprio nelle zone dove sorgerà l’Expo». Insomma, stavano già pensando all’indotto che l’Esposizione internazionale porterà a Milano e hinterland. Intanto, i soldi che servono per investire li trovavano ricattando una quarantina di imprenditori, ricorsi al clan per farsi fare un prestito con il tasso del 20%. Alcuni di loro da vittime erano diventati conniventi e partecipi dei traffici milionari. Basti pensare che i beni immobili sequestrati, tra aziende, molte immobiliari o legate ai videopoker, e immobili, valgono 8 milioni di euro. Ci sarà da tutelare anche gli acquirenti di 38 appartamenti costruiti dalla cosca a Settimo Milanese. Centro nevralgico del clan era “La Masseria” enorme proprietà in parte adibita a ristorante, a Cisliano. -leggo.it-