Intercettazioni, chiari i punti critici

E’ la «confusione» colta «in certi commenti di stampa» a spingere Giorgio Napolitano a uscire allo scoperto su ddl intercettazioni e manovra. Con due dichiarazioni molto nette, accolte con «stupore» da Palazzo Chigi. Nella prima, il Capo dello Stato sottolinea che «i punti critici della legge sulle intercettazioni, nel testo approvato dal Senato, risultano chiaramente», aggiungendo che il Quirinale non può formulare modifiche e che si riserva una valutazione finale nell’ambito delle sue prerogative. Sulla manovra, invece, il Presidente lamenta di essere stato «inascoltato» nel momento in cui sono state prese determinate decisioni a maggioranza nella Commissione dei capigruppo. Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, suggerisce «una riflessione sul ddl intercettazioni», poi attacca sul caso-Brancher: «Non voglio ci sia neanche il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non voler andare in tribunale». Il leader leghista Bossi, invece, ostenta ottimismo: «Troveremo una mediazione». Ieri in tanti hanno manifestato a piazza Navona contro il ddl intercettazioni, imbavagliati o con post-it con su scritto «No al bavaglio». Alla manifestazione, promossa dalla Federazione nazionale della stampa, hanno preso parte politici ed esponenti del mondo della cultura. Sul palco, a condurre, la giornalista del Tg1 Tiziana Ferrario. «Questa legge tutela la privacy dei malaffari» ha denunciato lo scrittore Roberto Saviano, mentre l’attrice Ottavia Piccolo ha letto un testo di Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa in Russia. Momenti di tensione, invece, per Patrizia D’Addario, la escort del caso-Bari che ha coinvolto il premier Berlusconi: la sua presenza in piazza è stata contestata da alcuni manifestanti. -leggo.it-