Da San Cesareo a Fiano, pedaggi più cari

Da oggi chi entra e chi esce da Roma pagherà di più nei caselli autostradali di accesso e uscita al Raccordo. Nel dettaglio: per chi viene da nord, si pagherà di più al casello di Fiano romano, per chi viene da Est, a Lunghezza, Ponte di Nona e Settecamini. E poi ancora, venendo da Ovest, aumenti sulla A12, Roma- Civitavecchia e sulla Roma -Fiumicino (Maccarese Fregene) e a San Cesareo per chi si muove da Sud. Scattano oggi gli aumenti previsti dal decreto della presidenza del Consiglio, in attuazione di quanto stabilito dalla manovra varata dal governo. I conti sono presto fatti. E sono conti salati. Lo testimoniano gli stessi pendolari che vivono a Roma, fuori dal Raccordo e ogni giorno pagano il pedaggio previsto nelle diverse barriere. Emanuele è uno di questi. Vive a Ponte di Nona, con la sua compagna. «La mattina per andare al lavoro prendo sempre la bretella dell’A24, pagando al casello il pedaggio, fino a ieri fermo a 90 centesimi. Sono 1 euro e 80 centesimi al giorno, moltiplicati per 26 giorni lavorativi, significa una spesa mensile pari a 46,8 euro». Da oggi in quel casello si pagherà il 25% in più. Perché il decreto prevede aumenti del 25% in più rispetto alla tariffa attuale se non si superano i 4 euro di pedaggio nella tratta. Oltrepassata quella cifra l’importo in più sarà di un euro. Tradotto in denaro, Emanuele e tutti gli altri pendolari che vivono a Roma Est dovranno pagare da oggi 1 euro e 15 centesimi al pedaggio. Moltiplicato per il ritorno significa 2 euro e 30. In un mese la cifra raggiungerà i 59,6 euro. Tredici euro in più al mese, 156 euro in più all’anno. L’alternativa? «Semplicemente non c’è – conclude Emanuele – Da Ponte di Nona per andare verso Roma centro si possono prendere solo la Collatina o la Tiburtina. Perennemente intasate, soprattutto nell’ora di punta in cui viaggiano tutti i pendolari». -dnews-