Alemanno: «Casello sul Gra? Lo sfondo»

Da oggi gli italiani cominceranno a sentire gli effetti della manovra finanziaria voluta dal governo per rimettere a posto i conti pubblici. Perché ai caselli autostradali dovranno pagare pedaggi più alti, anche se l’Anas ha assicurato che non sarà una stangata. Il pagamento di un balzello sui tratti gestiti dall’Anas non piace agli amministratori locali. Il sindaco di Roma, Alemanno, non nasconde la rabbia: «Se vedo un casello sul Gra vado con la macchina e sfondo tutto». Il governatore del Piemonte, Roberto Cota chiede all’azienda di ridiscutere il provvedimento. Così il Codacons che annuncia ricorsi al Tar. Ma gli automobilisti non saranno i soli a storcere il naso. Oggi i magistrati incrociano le braccia, per la prima volta coralmente, per protestare contro i tagli. Per frenare la protesta delle toghe, Tremonti ha provato ad annunciare un emendamento alla manovra, ma non è bastato a fermare lo sciopero. Oltre alle toghe, anche i sindacati di polizia hanno previsto una giornata di mobilitazione. E poi c’è ancora il nodo Regioni, non convinte della bontà dell’emendamento che prevede la discrezionalità a decidere sui tagli. «Una pezza peggiore del buco» lo definisce il governatore lombardo Formigoni. Tra le pieghe spunta la possibilità di una tassa non sulle banche, ma sulle assicurazioni. Gli enti locali uniti hanno poi chiesto un incontro al presidente del Consiglio. Per calmare le irritazioni degli enti locali, il Consiglio dei ministri ha provato con la pillola del federalismo fiscale. Ieri il cdm ha approvato la relazione. La principale novità sarà un nuovo rapporto tributario fra cittadini ed enti locali. «Un processo che fa risparmiare di finanza propria» dei Comuni, ha spiegato Tremonti. In pratica, verranno accorpate, passando ai comuni, tutte le tasse che riguardano immobili (Irpef, imposte di registro, ipotecarie catastali). La prima casa, assicura il ministro, rimarrà esente dall’Ici. Così, oltre ai 10 miliardi di euro di gettito fiscale proprio, i Comuni vedranno entrare nelle casse ulteriori 15 miliardi in sostituzione dei trasferimenti statali. L’autonomia impositiva verrà, dopo i Comuni, estesa a Province e Regioni. Per quest’ultime ci sarà, nella sanità, il passaggio dai costi storici ai costi standard. -leggo.it-