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Monthly Archives: settembre 2010

«Ci pagherà i lavori» Via all’azione legale nei confronti di Bossi

«Gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche nella capitale? Magari in futuro una parte li pagherà Umberto Bossi, così impara a fare battute di dubbio gusto». Non scherza l’assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale Fabrizio Ghera, che annuncia di aver dato mandato ai suoi legali di studiare la possibilità di intraprendere un’azione legale contro il ministro per le Riforme, dopo la sua battuta sul significato dell’acronimo SPQR. Qualora esistessero i margini per una denuncia per diffamazione, spiega Ghera «se vincessimo un eventuale processo i soldi che Bossi ci dovrebbe dare potremmo investirli anche nei lavori pubblici». E le ultime dichiarazioni di Bossi hanno portato il Pd a preparare un testo (sarà illustrato oggi) per denunciare il Senatur, con raccolta firme aperta «a chiunque pensa che il ministro abbia offeso la storia, la dignità della capitale e dei suoi cittadini». Ancora ieri gli organi della Lega hanno continuato nella crociata del loro padrone. Il quotidiano “La Padania”, uscito col titolo “Il Nord si incazza, ha pubblicato il testo di una canzone di Alberto Fortis con le parole “E vi odio voi romani, io vi odio tutti quanti”. Su Radio Padania è andato invece in onda un pezzo di tale Valerio Manni, presunto cantautore torinese, dal titolo Spqr e con frasi come “Vogliono il Gran Premio ma non glielo daremo”, “correte sulle bighe”, “a Monza ci vedremo e in c…ve lo daremo”. «A Radio Padania dovrebbe essere revocata l’autorizzazione a trasmettere», ha tuonato il consigliere Pd Marco Palumbo.

Inammissibile il ricorso Fiom sul reintegro degli operai Fiat

Il ricorso della Fiom sulle modalità con cui la Fiat aveva attuato il reintegro dei tre operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) licenziati nel luglio scorso è stato dichiarato «inammissibile » dallo stesso giudice del lavoro che aveva emesso il provvedimento di annullamento dei licenziamenti. L’udienza durante la quale la Fiom aveva presentato la sua istanza si è svolta il 21 settembre scorso. Il sindacato aveva contestato la decisione della Fiat di riammettere i tre licenziati permettendo loro di svolgere attività sindacale, ma non di tornare sulle linee produttive. I legali della Fiat hanno evidenziato che «nel dichiarare inammissibile l’istanza della Fiom, il Tribunale di Melfi ha confermato trattarsi di richiesta estranea al nostro ordinamento processuale sottolineando che la stessa costituisce “tentativo, che oltrepassando i limiti dell’analogia, si caratterizza per essere un’iniziativa creativa e di politica legislativa, inibita all’ordine giudiziario” ». Il fatto che il giudice Emilio Minio, abbia dichiarato «la propria incompetenza a definire le modalità di attuazione del decreto di reintegro da lui emesso, non cambia nulla» hanno commentato due dei tre operai Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte. «Siamo di fronte – ha detto Barozzino – ad un tentativo degli avvocati Fiat di prendere tempo attraverso cavilli legali. Pernoisi trattasolo di ripresentare l’istanza al giudice dell’esecuzione». La Fiom-Cgil ha infatti annunciato che oggi presenterà l’istanza al giudice dell’esecuzione del Tribunale di Melfi. dnews-

Fiducia a Silvio, salvato dai finiani

Il Governo va avanti. Silvio Berlusconi, nel giorno del suo compleanno, ha ricevuto un regalo gradito: 342voti difiducia (275i no, 620 i presenti, 3 astenuti). Dopo aver pronunciato il discorso programmatico in 5 punti alla Camera e al culmine di mesi di scontro interno al Pdl il Presidente del Consiglio ha ottenuto 5 voti dall’Mpa di Lombardo e 34 dai finiani (con l’eccezione di Granata), che però hanno sottolineato la crucialità del loro peso: senza Fli e Mpa la maggioranza non arriva alla soglia dei 316: si ferma a 303. In una sorta di discorso di inizio legislatura, Berlusconi ha elencato i punti cardine del programma che vuole portare a termine: economia, federalismo, giustizia, sicurezza e Sud. I contrasti interni al Pdl li ha lasciati alla fine, ammettendo la sua «amarezza » ma riconoscendo legittimo «il dibattito interno». «La dialettica interna alla maggioranza ha superato i limiti fisiologici – ha ammesso il premier -, ma restiamo aperti al confronto ». E proprio con i finiani Berlusconi dovrà trattare su uno dei temi a lui più cari: la giustizia. «C’è un uso politico e continua ad esserci uno squilibrio tra ordini dello Stato» ha ribadito il Cavaliere chiedendo quel Lodo Alfano che non convince i finiani. Italo Bocchino, a nome di Futuro e Libertà ha detto che il suo gruppo è propenso «a una riforma della giustizia, ma che non sia mai punitiva verso la magistratura ». Per quanto riguarda l’economia Berlusconi ha provato a blandire sia i centristi, riaffermando l’impegno per il quoziente familiare, che l’Mpa rilanciando gli investimenti per il Sud. In conclusione l’appello alle «forze responsabili» a contribuire ad una legislatura che deve «fare riforme poiché alternative non esistono». I toni in Aula, durante la replica pomeridiana si sono fatti molto più tesi rispetto alla linea soft scelta in prima battuta dal premier. Antonio Di Pietro lo ha definito «stupratore della democrazia » mentre secondo il numero uno del Pd Bersani «nelle parole di Berlusconi manca l’Italia, il paese vero». «Nonpotete più traccheggiare – ha detto-. Avete governato per 7 degli ultimi 10 anni, possibile che sia sempre colpa del nemico? ». E un attacco camuffato da preoccupazione arriva anche da Bossi: «I numeri sono limitati. La strada maestra sono le urne». E Maroni – in una conversazione rubata dalle telecamere di La7-: «Tanto a marzo si vota…». dnews-

Tumore al seno nel Lazio 3.200 nuovi casi ogni anno

Il Lazio è la terza regione italiana per quanto riguarda il numero di nuovi casi di tumore al seno che vengono diagnosticati ogni anno: 3.200. I numeri sono stati diffusi nel corso di un incontro all’ospedale Sant’Andrea, dove è in corso la mostra “Foemina: il seno nell’arte e nella medicina”. L’esposizione, curata da Alberto Agazzani e promossa da O.N.Da con il supporto di Roche, racconta in parallelo l’evoluzione di due ambiti solo in apparenza distanti: quello della rappresentazione del seno nella storia dell’arte e quello dei successi della ricerca scientifica nella lotta contro il tumore della mammella. Per quanto riguarda il numeri sul tumore al seno, invece, sono sempre più numerose le donne che guariscono, ma ancora oggi un paziente su dieci riceve la diagnosi quando la malattia è già nella fase avanzata o metastatica e il 20% delle donne a cui la malattia viene diagnosticata precocemente subisce una ricaduta o la metastasi. In Italia ogni anno sono circa 38.000 le donne colpite da tumore al seno. Sopravvivenza e qualità della vita migliorano grazie alle nuove strategie terapeutiche che la ricerca scientifica ha messo a disposizione, come gli anticorpi monoclonali che agiscono sull’angiogenesi, indicati per il tumore al seno in fase metastatica. dnews-

Oscar, l’Italia punta su Virzì

Da tre mesi nei salotti del cinema italiano si faceva il nome del suo film, e da giorni, su internet, era partita una sorta di campagna elettorale per spiegare «perché Paolo Virzì deve andare agli Oscar». Nessuna sorpresa, quindi, quando ieri il comitato di selezione ha nominato La prima cosa bella del regista livornese come candidato italiano per entrare nella cinquina del miglior film straniero agli Oscar. «Sono molto orgoglioso, caricato di una bella responsabilità ma fiducioso – ha detto Virzì, in partenza con la moglie “portafortuna” Micaela Ramazzotti – tra l’altro avevamo i bagagli già pronti per gli Stati Uniti, dove ci aspettano per la campagna dei Golden Globes e per chiudere alcuni appuntamenti con la distribuzione». Il cammino è ancora lungo e l’ultima parola si dirà dopo il 25 gennaio, quando i selezionatori americani sceglieranno, tra 70 pellicole internazionali, i film da inserire in cinquina. L’Italia, che non vince dal 1999 con La vita è bella di Roberto Benigni, con Virzì avrebbe qualche possibilità: «Questo film, e sono il primo a esserne stupito perché sono una bestia – ha detto il regista – è pieno di amore e di un sentimento di conciliazione con i dolori della vita, elementi che spero colpiscano i membri dell’Academy. Confidiamo di entrare nella cinquina, ma l’obiettivo è vincere la statuetta». A favore de La prima cosa bella, film agrodolce su una famiglia spaccata, ambientato a Livorno (protagonisti la Ramazzotti, Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi e Stefania Sandrelli) giocherebbe anche il passaggio a giugno nel Festival Open Roads di New York, per quanto il film non abbia ricevuto la stessa calda accoglienza tributata in Usa all’altro candidato italiano, Luca Guadagnino con Io sono l’amore: «Probabilmente alla fine hanno preferito il mio film per la sua impronta italian style – ha spiegato Virzì – e poi si sa che i giurati dell’Academy sono in prevalenza donne, quindi mamme, zie, nonne che si vogliono emozionare per una giusta causa». «Sono felicissima – la confessione di Sandrelli – così sarebbe premiato l’impegno che tutti hanno investito nel film. Virzì è grande e io lo ringrazio ancora una volta per l’occasione, rara, del mio personaggio». Ravarino/leggo-