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Monthly Archives: agosto 2010

Clooney osannato la Canalis no

Povera Canalis, non si può proprio dire che abbia conquistato l’America. Dopo le pesantissime critiche da parte del pubblico e della stampa a stelle e strisce per la terza stagione della serie tv “Leverage” (fu definita «totalmente incapace di recitare»), Ely ha appena incassato un’al – tra stroncatura, sia pure più velata, dai media d’oltreocea – no. Durante la cerimonia per la consegna degli Emmy Awards è stata infatti letteralmente snobbata dalle telecamere dello show, che nel corso della diretta non l’hanno mai inquadrata. Ecco perché nessuno si è accorto che era presente anche lei, al fianco del fidanzato, George Clooney: mentre lui veniva osannato per aver organizzato i principali eventi televisivi destinati a raccogliere fondi per i meno fortunati del mondo, la ex velina veniva del tutto ignorata. Fasciata in un elegante abito bianco lungo fino a terra firmato Roberto Cavalli, la Canalis si è vista insomma soltanto in sala stampa, nelle interviste che hanno seguito la premiazione, quando il divo se l’è portata dietro tenendola per mano. (libero)

Spara all’impazzata in strada, stermina famiglia rom e si uccide

Non è successo in Arizona o in Texas, dove chiunque può comprare un’arma al supermercato e fare una strage. In questo caso il massacro è stato compiuto nella “tranquilla” Bratislava, capitale della Slovacchia, nel cuore dell’Europa insomma, lontano migliaia di chilometri dell’Ovest americano. Ma sembrava proprio di essere lì. Ieri un quartiere di periferia, Devinska Nova Ves, si è trasformato in un campo di battaglia: un uomo di 50 anni, armato fino ai denti, ha ucciso un’intera famiglia di rom, sei persone, e poi mentre scappava ha sparato altri colpi, lasciandosi alle spalle una settima vittima, una donna di 52 anni che si era affacciata dal balcone per vedere cosa succedeva, e 14 feriti, tra cui un bambino di tre anni e un agente di polizia. Alla fine, l’uomo, circondato dalle forze speciali, si è tolto la vita. Lo sparatore era uno slovacco di 50 anni, un ex poliziotto o un ex militare, secondo i media. Aveva con sé un vero arsenale: un mitra Z58, un fucile automatico, un fucile a canne mozze e otto caricatori, tutte armi che avrebbe detenuto illegalmente. I media locali non escludono un regolamento di conti fra vicini di casa: l’uomo abitava infatti nello stesso edificio dei rom, al piano di sopra. «Non lo conoscevamo, ma era un uomo che odiava la gente di colore», ha detto un parente delle vittime. Il teatro della strage è stato uno dei tanti prefabbricati di quel quartiere abitato da famiglie povere. Il killer è arrivato col suo arsenale e anche con le cuffie da poligono. Aveva organizzato la sua strage e anche questo fa pensare, anche se le autorità ancora non confermano, al movente razziale. Della famiglia rom facevano parte due uomini e quattro donne, ha rivelato la polizia. Anche se ancora non si può parlare di una strage causata dall’odio razziale, la situazione della Slovacchia è un ulteriore indizio in questo senso. Nel Paese, infatti, la presenza dei rom è molto forte. Le stime parlano di 300 000 persone di questa etnia e le fonti non ufficiali indicano addirittura una cifra che va da 458.000 a 520.000 rom, su un totale di 5,4 milioni di slovacchi, cioè il 10% della popolazione. Si tratta della seconda minoranza etnica per importanza in Slovacchia dopo quella ungherese. La maggior parte dei rom vive nel sud e nell’est del Paese, in particolare nelle regioni di Kosice, Presov, Banska Bystrica. La Vecchia Europa negli ultimi anni è diventata sempre più violenta e si sono moltiplicate le stragi portate a termine da folli armati in stile “america – no”. I Paesi più colpiti da questo fenomeno sono la Gran Bretagna, la Germania e la Francia. (Carlini libero)

Forse ritrovato nel lago Baikal l’oro degli zar

Il batiscafo russo “Mir 2” avrebbe ritrovato nelle acque del lago Baikal l’oro degli zar russi che l’ammiraglio Aleksandr Kolciak stava tentando negli anni Venti di portare all’estero, per sfuggire ai bolscevichi. Una metà delle riserve in oro da San Pietroburgo (Pietrogrado nel 1917) era stata spostata nel Tatarstan e poi in Siberia, per essere caricata in un treno che doveva arrivare a Irkutsk. Ma il treno deragliò, rovesciandosi nelle acque del Baikal e sparendo nel fondo. Decine se non migliaia di tentativi di ritrovare il tesoro sono andati falliti nell’epoca sovietica e anche negli anni passati. Ora l’ultima spedizione dei batiscafi “Mir” sta ispezionando le acque attorno al vecchio treno, che venne scoperto l’anno scorso e in cui non sono stati ritrovati i lingotti. Il “Mir 2”, ha rivelato ieri l’agenzia Interfax, ha captato qualcosa che brilla, e che potrebbe essere il tesoro perduto. Kolciak venne catturato dai bolscevichi nel 1920 e fucilato a Irkutsk, in Siberia, proprio vicino al lago Baikal. Aveva tentato di prendere l’oro per comprare nuovi armamenti a Usa, Gran Bretagna e Giappone, adatti a rovesciare l’allora nascente Federazione sovietica. C’è chi crede infatti che quell’oro sia stato effettivamente speso, ma che le armi si sarebbero rivelate inutili. (libero)

Quindicenne sparita da sei giorni. Gli amici: l’hanno rapita

Di certo Sarah non si è allontanata spontaneamente; di certo è stata portata via da qualcuno. Ad esserne convinti sono gli amici, ma soprattutto i genitori. Lei, Sarah Scazzi – 15 anni, alta poco meno di 1.60 centimetri per soli 40 kg – non era fidanzata, non aveva litigato con nessuno. Era una ragazza con un carattere determinato, ma mite. Una come tante che, da giovedì scorso, è scomparsa. Misteriosamente. Un vero e proprio giallo quello della sua sparizione che sta sconvolgendo Avetrana, piccolo paesino del tarantino. Attorno alle 14 di giovedì, la ragazza avrebbe dovuto raggiungere la cugina Sabrina, con cui aveva appuntamento per andare al mare. Doveva percorrere solo 400 metri, da casa sua fino all’abitazione della cugina. A quell’ora in giro non c’era nessuno. Così prima d’uscire, aveva avvisato la cugina. Poi il nulla: Sarah non è mai arrivata dalla cugina: è sparita. Sabrina ha aspettato un po’. E non vedendola arrivare, le ha telefonato. Il cellulare ha squillato a vuoto. Ha riprovato, ma nulla. Qualcuno ha rifiutato la chiamata, poi il cellulare è diventato muto. Anche ora il telefonino risulta spento. Circostanza che preoccupa gli investigatori: da giovedì decine di carabinieri sono mobilitati nelle ricerche. Hanno controllato cave alla periferia del paese, campagne, il litorale. Ma finora nulla di positivo. La madre la descrive come una ragazza senza grilli per la testa, con tanti amici. «Sono simpatica e dolce…mi piace stare con gli amici», scriveva di sé stessa su Facebook. E proprio sul social network un’altra cugina, Antonella, ha fondatoun gruppo di ricerca cui, finora, hanno aderito oltre 2.300 persone. «Sarah – scrive Antonella – ascoltava musica mentre andava dalla cugina: quindi non poteva rendersi contodiunapresenza dietro di lei».Qualcuno che potrebbe averla afferrata e portata via. Una terribile ipotesi che, man mano che passano i giorni, sta diventando un incubo. Nel paesino non si parla d’altro. E, intanto, si spera.

Mio figlio morto dopo una lite tra ostetriche

Un’altra lite in sala parto, questa volta a Roma e tra due ostetriche. Una coppia di giovani genitori romani ha denunciato all magistratura il decesso del proprio figlioletto avvenuto al policlinico Casilino due giorni dopo la nascita, il 26 agosto. Per probelmi respiratori, cita il referto, ma i genitori hanno parlato ai magistrati di negligenze da parte del personale medico e e di un diverbio tra ostetriche in sala parto, poco prima del taglio cesareo. «Le due ostetriche hanno litigato sulla necessità o meno dell’intervento, credo per un problema di cambio turno» ha spiegato il marito. E dopo il dolore e l’inchiesta per la lite tra due ginecologi nella sala parto del policlinico di Messina, è arrivato il giorno delle scuse. Il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ha incontrato la puerpera (che, a 30 anni, non potrà più avere figli): «Chiedo scusa alla signora e alla famiglia a nome dei medici e della Sanità per quello che è successo, e lo dico anche da medico». Il marito della donna, Matteo Molonia, ha detto di temere il rischio di «una presa in giro all’italiana: da domani si spegnerà l’informazione su questo caso». Tre medici coinvolti nella vicenda sono stati sospesi. (leggo)

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