L’apertura di Bossi: «Possibili le modifiche». Il ministro apre alle Regioni. Bossi rassicura i governatori dopo il no del premier. I tagli ci saranno, ma dovranno essere concordati con le Regioni. È stato presentato ieri in serata l’emendamento della maggioranza alla manovra. Confermata quindi la linea di Silvio Berlusconi che aveva aperto a possibile modifiche senza però che si andassero a intaccare i saldi finali. Ad anticipare questa modifica era stato Umberto Bossi. La manovra invece «si può modificare» aveva detto Bossi. Domani a Roma è prevista una mobilitazione dei prefetti. La loro paura è che il taglio parziale delle Prefetture possa «scardinare il sistema sicurezza sul territorio», aveva detto nei giorni scorsi dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che non ha esitato a parlare di ritorno al fascismo. E da domani partono gli aumenti di 1 o 2 euro per le autostrade collegate con i tratti autostradali o i raccordi Anas. Come pure ci sarà l’obblig o della fattura elettronica oltre i 3.000 euro. Ed è previsto un giro di vite su inaugurazioni, giornate e feste celebrative, che ora dovranno essere autorizzate. -dnews-
Monthly Archives: giugno 2010
Taricone, Saviano lo ricorda compagno di liceo: mi mancherai
30 giugno 2010 – 10:10
«Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pietro Taricone. Abbiamo frequentato a Caserta la stesso liceo, io e Pietro, il liceo scientifico Diaz». Così Roberto Saviano ricorda il compagno di scuola e gli invia l’ultimo saluto: «Mi mancherai». «Lo ricordo quando eravamo adolescenti, lui era rappresentante di istituto, un ragazzo carismatico, solare e un po’ guascone. Nella Caserta di quegli anni la sua ribalta sconvolse tutti, si sentì aggredito da tanto successo, una luce che la nostra terra non è abituata a ricevere. E Taricone sulla soglia del circo mediatico -scrive Saviano – seppe prendersi il suo tempo, scegliere il suo percorso, approfittare dell’opportunità avuta per studiare e migliorarsi». «Soffro per non essere riuscito a ringraziarlo – conclude Saviano – perché all’indomani delle critiche rivoltemi da Berlusconi, mi difese pubblicamente » . -dnews-
Guerra di spie tra Usa e Russia, il Cremlino: sono innocenti
30 giugno 2010 – 10:05
California la scorsa estate?». «No, credo che fossero gli Hamptons». Uno scambio apparentemente innocuo, ma in realtà era una delle frasi in codice per riconoscere una spia. È solo uno dei particolari emersi ieri dal caso della rete di spie russe smascherata negli Stati Uniti. Gli arrestati con l’accusa di spionaggio e ricclaggio di denaro sarebbero dieci agenti del Svr, uno dei rami dell’ex kgb, tutti di nazionalità russa come confermato anche da Mosca ma che ormai da anni ulilizzavano false identità americane, come la 28enne agente immobiliare Anna Chapman o l’uomo d’affari Mike “l’Italiano” Zottoli o sua moglie Patricia Mills. «Erano inquilini ideali, i più simpatici del palazzo», ha raccontato ad esempio Johnny Evans di Seattle, vicino di casa di Zottoli e della Mills. Ma i contorni di questo intrigo internazionale non si limitano a Russia e Stati Uniti, ieri infatti è stato comunicato l’arresto dell’undicesimo ricercato che usava l’alias Christopher Metsos. Metsos è stato fermato all’aeroporto di Larnaca a Cipro mentre si imbarcava per un volo verso l’Ungheria e poi rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 20mila euro. Uno degli arrestati aveva inoltre un passaporto britannico e non è escluso che la rete operativa possa allargarsi oltre oceano. Intanto dopo questa operazione è calato un nuovo gelo sui rapporti tra Mosca e Washington. Con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov che ha parlato di “arresti biasimevoli” e di ritorno alla guerra fredda, ha ironizzato sul tempismo dell’arresto, avvenuto all’indomani della visita in America del presidente Medvedev e ha ribadito che gli arrestati non hanno fatto niente e che Mosca «chiederà spiegazioni». In serata ha parlato anche Vladimir Putin che ieri ha incontrato Bill Clinton alle porte di Mosca. «Speriamo che questa vicenda non logori i rapporti e spero che quelli che tengono ai buoni rapporti se ne rendano conto». -dnews-
Aggredì Berlusconi, Tartaglia assolto non è imputabile
30 giugno 2010 – 07:44
È stato assolto Massimo Tartaglia, l’uomo che lo scorso 13 dicembre a Milano aggredì Silvio Berlusconi ferendolo al volto con un souvenir del Duomo. Lo stesso procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ne aveva chiesto il proscioglimento perché non è imputabile. Il giudice ha disposto la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno che Tartaglia dovrà scontare nella comunità terapeutica dove si trova attualmente in cura. Tartaglia non potrà partecipare a manifestazioni pubbliche. «Massimo è in cura, ora sta molto meglio», ha detto il suo legale, Daniela Insalaco. Gli avvocati di Berlusconi non si erano costituiti parte offesa nel procedimento. -dnews-
Dell’Utri condannato a sette anni per mafia
30 giugno 2010 – 07:42
Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è stato condannato dai giudici della procura di Palermo a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La condanna di primo grado era stata di nove anni. Stavolta però la corte ha assolto Dell’Utri per le condotte contestate in epoca successiva al 1992 perché «il fatto non sussiste». Il pg Antonino Gatto, che si è detto sorpreso, aveva chiesto 11 anni. In sostanza, dagli anni settanta fino al 1992, Dell’Utri ha avuto rapporti con personaggi di spicco di Cosa Nostra, come Bontate, Teresi e Mangano – finito come “stalliere” nella villa di Arcore di Berlusconi – e poi con Riina e Provenzano. Rapporti che sono serviti a Dell’Utri per assicurarsi la «protezione» mafiosa alle operazioni finanziarie e imprenditoriali da lui gestite per sé e nell’interesse delle società di Berlusconi. E in cambio i boss hanno trovato la strada aperta verso i salotti buoni della finanza milanese e nazionale. Dopo il 1992, cioè negli anni delle stragi politico-mafiose e della successiva nascita di Forza Italia, mancano le prove che abbia seguitato a farlo. La corte dunque non ha tenuto conto delle parole del pentito Spatuzza. Una «sentenza pilatesca», ha commentato Dell’Utri, che spera nel giro di un anno in una sentenza positiva della Cassazione. Per l’occasione il senatore è tornato a parlare di Mangano: «Resta il mio eroe». Parole che non sono state apprezzate dai giovani del Pdl siciliano. «Borsellino è un eroe», hanno ribattuto. Poi hanno chiesto l’allontanamento di Dell’Utri dal partito. Solidale con il senatore tutto il Pdl. -dnews-
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