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Monthly Archives: aprile 2010

Atene cede all’Ue, le Borse volano

Asse Obama-Merkel, piano da 120 miliardi: listino greco su dell’8%. Tremonti in Germania. Sono i mercati i primi beneficiari del piano salva-Grecia. L’impegno di Bruxelles di chiudere «a giorni» il negoziato con Atene, che dovrebbe beneficiare di 120 miliardi di euro in tre anni, ha rianimato le Borse, tutte in recupero, a cominciare da quella di Atene, con guadagni fino all’8%. Tornati su livelli più accettabili anche gli spread tra i titoli di Stato greci e i bund tedeschi. Ieri il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha invitato tutti a «fare presto» per evitare che la crisi greca possa contagiare l’Eurozona. L’accelerazione agli aiuti sarà però subordinata al rispetto degli impegni presi da Atene nel programma di risanamento. Ue e Fmi avrebbero chiesto al governo greco di ridurre il deficit di 10 punti in due anni e di garantire risparmi per 25 miliardi di euro, anche attraverso nuovi tagli a salari e pensioni. Della crisi greca hanno parlato al telefono il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il Cancelliere tedesco Angela Merkel. I due leader si sono trovati in sintonia nel chiedere alla Grecia «azioni decise» e l’intervento «tempestivo» dell’Ue e del Fmi. E mentre la Spagna, dopo il declassamento del rating, è scampata alla temuta tempesta speculativa, l’Italia «può stare tranquilla» – ha assicurato il premier Berlusconi incontrando i senatori del Pdl. Oggi il ministro Tremonti in Germania discuterà degli aiuti alla Grecia. -leggo.it-

Mou è il padrone assoluto dell’Inter, ma rischia un divorzio da vincitore

Nessun rinnovo di Mou per la villa sul Lago e la scuola del figlio: tanti indizi lo portano verso la panchina galactica. Per i tifosi interisti è l’idolo numero uno. Per i giocatori è il maestro. Il patron Massimo Moratti lo ha definito un fenomeno e paragonato al Mago Herrera. Quest’anno potrebbe centrare la tripletta scudetto, coppa Italia e Champions League, mai riuscita a nessuno nella storia in Italia. Però lui, José Mourinho da Setubal, ha in mente una folle idea: andarsene dall’Inter da vincitore assoluto. Un’idea ancor più maturata dopo l’epica partita in 10 contro 11 contro il Barcellona al Camp Nou che ha consegnato all’Inter la possibilità di vincere la Champions League 45 anni dopo l’ultimo successo. Vincere la coppa al Bernabeu di Madrid e lì rimanere, sulla panchina del Real che lo aspetta a braccia aperte per il dopo-Pellegrini. A chi gli chiedeva se, dopo una partita come quella del Camp Nou, era pronto a giurare fedeltà ai colori nerazzurri lo Special ha risposto: «Non voglio andare in questa direzione. La mia direzione è Roma, prima la Lazio, poi la finale di Coppa Italia». Salvo poco dopo confermare che lui il calcio italiano non lo ama proprio. Frasi che gelano gli entusiasmi del popolo interista. E una serie di rumors che arrivano da ambienti vicini al tecnico portoghese fanno capire che un divorzio a fine stagione è più che un’ipotesi. Anzitutto, Mourinho non avrebbe ancora rinnovato il contratto d’affitto da 200mila euro l’anno di villa Ratti sul lago di Como, dove vive con la famiglia da quando allena l’Inter E nemmeno sarebbe stato confermata l’iscrizione alla scuola americana di Lugano frequentata dal secondo-genito José Jr, 9 anni, promettente terzino degli Esordienti dell’Fc Collina d’Oro Tasis di Lugano. Due indizi pesanti, che potrebbe costituire una prova. Moratti è già pronto a fargli cambiare idea: il contratto milionario di Mou scade nel 2012, ma c’è una clausola che gli consente di liberarsi a fine stagione. Il presidente per trattenerlo è pronto a garantirgli una nuova pioggia di soldi per costruire una squadra ancora più forte. Almeno due nuove stelle per costruire un vero e proprio ciclo anche in Europa. Il primo nome? Fabregas. -leggo.it-

Louisiana, l’incubo del mare nero

Paura in Louisiana. Nuova falla, oggi il greggio sulle coste. Le falle sono tre. E sono 5mila, e non mille, i barili di greggio che ogni giorno si disperdono in mare da quando la piattaforma della British Petroleum è colata a picco nel Golfo del Messico. La marea nera si allarga ed è questione di ore: sta per riversarsi sulle coste della Louisiana. Per mano del ministro della Sicurezza Interna, Janet Napolitano, il dossier è arrivato sul tavolo del presidente Obama, che gli ha dedicato una ventina di minuti all’inizio del briefing allo Studio Ovale e che ha mobilitato tutte le risorse, «anche militari». Le notizie sono allarmanti. La più grave, la scoperta di una terza falla sottomarina nella piattaforma della British Petroleum. Che, aggiornando le stime sulla quantità di greggio fuoriuscita, porta il calcolo a 5mila barili al giorno, 5 volte superiore alla stima precedente. Sospinti dai venti, i vapori maleodoranti della macchia sono arrivati ieri a farsi sentire fino in Florida. Ma il peggio deve ancora venire. E verrà: in un briefing alla Casa Bianca una responsabile della Guardia Costiera ha anticipato l’arrivo della marea nera sulle coste della Louisiana a oggi pomeriggio o prima serata. Napolitano e l’amministratrice dell’Epa, Lisa Jackson, sono attesi in zona dove già si trova Ken Salazar, il ministro del’Interno. L’inferno è sul pelo dell’acqua e in mare aperto si tenta di arginare la chiazza. La Guardia Costiera ha fatto sapere che il test dell’incendio controllato di mercoledì è stato «un successo», ma che i venti ieri non hanno permesso di ripeterlo. E’ corsa contro il tempo: secondo gli esperti gli effetti sulle coste potrebbero farsi sentire per 50 anni. Il governatore ha decretato lo stato di emergenza. -leggo.it-

Juve, Agnelli: rafforzeremo squadra e società