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Monthly Archives: febbraio 2010

Alice in Wonderland, il capolavoro di Burton in 3d

“I matti sono le persone migliori”. E’ questo sorprendente segreto che il padre di Alice confida alla sua bambina svegliatasi uno strano sogno ed è la medesima frase che tredici anni dopo, diventata una giovane donna, lei stessa ripete al Cappellaio Matto per rassicurarlo. Questo uno dei tanti momenti di grande commozione raccontati da Alice in Wonderland il nuovo capolavoro diretto dal genio Tim Burton, ispirato al romanzo di Lewis Carroll di cui il film non è la nuova trasposizione, bensì il seguito ideale e decisamente più ‘adulto’. Impreziosito da un uso ‘visionario’ della tecnologia 3D, il film, scritto da Linda Woolverton (Il Re Leone) racconta la storia di Alice che, durante una festa in cui è stata chiesta in moglie da un futuro Lord un po’ “appiccicoso”, cade un’altra volta nel buco dove era scivolata da bambina in quello che per tutta la vita ha pensato essere stato solo un sogno. Emozionante e commovente, Alice in Wonderland racconta il viaggio di formazione della ragazza interpretata dalla carismatica Mia Wasikowska nel ‘paese delle meraviglie’. Un’avventura che la porterà a dovere fare delle scelte fondamentali per la sua vita, nel contesto meraviglioso di un luogo, dove gli animali parlano e dove il Cappellaio Matto interpretato da uno strepitoso Johnny Depp comunica parole di grande saggezza, legate al dovere essere un po’ folli per arrivare laddove gli altri non riescono. Un grande film, visivamente indimenticabile, che guida il pubblico e i protagonisti della storia, in un altro mondo dove la ricerca della propria identità, passa necessariamente attraverso scelte che riguardano l’etica, la gentilezza e il coraggio.

L’isola dei famosi boom di ascolti

«Siamo partiti con il piede giusto » ha detto il direttore di Raidue Massimo Liofredi in merito alla prima puntata de L’isola dei famosi di mercoledì sera. Un po’ meno giusto invece è stato il piede con cui i naufraghi si sono gettati nelle acque del Nicaragua, generando qualche lamentela iniziale: il fondale dove si sono tuffati era troppo basso considerando l’altezza alla quale si era fermato l’elicottero. Probabile, ha spiegato prontamente in puntata la conduttrice Simona Ventura preoccupata per i suoi concorrenti, è stata colpa del vento. Imprevisti – sotto controllo – a parte, si è trattato di una partenza con i fiocchi: 4.171.000 telespettatori e il 19,53% di share. «Si conferma come uno degli appuntamenti televisivi più amati dal pubblico» continua Liofredi. Buone notizie anche per la salute del rugbista Denis Dallan, che nel corso della puntata aveva temuto di avere una distorsione al ginocchio e alla caviglia. I medici che si trovano sull’isola dell’arcipelago di Las Perlas hanno confermato che il naufrago sta bene. Era stato accompagnato per accertamenti all’ospedale di Managua. Le sue condizioni dopo la notte sono parse in via di miglioramento, come hanno riscontrato i dottori dell’ospedale.

Caso Mills, il reato è prescritto

Per la Corte di Cassazione «il reato di corruzione in atti giudiziari a carico dell’av vocato Mills è prescritto». Si chiude così dopo oltre 13 anni la vicenda giudiziaria di David Mills, l’avvocato inglese considerato dai magistrati milanesi il creatore delle società off shore della Fininvest. La decisione della Suprema Corte arriva dopo circa quattro ore di camera di consiglio e dopo che lo stesso procuratore generale aveva chiesto, appunto, la prescrizione. Il reato, in sostanza, è stato consumato (tanto che la stessa corte ha condannato Mills a risarcire alla presidenza del Consiglio 250.000 euro per il danno di immagine) ma la condanna non può essere comminata, perché il reato è ormai prescritto. L’avvocato inglese era stato condannato a 4 anni e sei mesi dal tribunale di Milano in un processo in cui è stata stralciata la posizione di Silvio Berlusconi che, secondo l’accusa avrebbe corrotto il legale inglese per fargli dire il falso. Secondo l’Alta Corte, dunque, l’estinzione del reato è sopravvenuta perché l’atto di corruzione va fatto risalire non al febbraio 2000, ma all’11 novembre 1999. Da allora andrebbe conteggiato il periodo di dieci anni, dopo il quale il reato va in prescrizione. La sentenza di appello, invece, aveva individuato come momento dell’atto corruttivo il febbraio 2000, quando circa 600.000 euro in titoli furono effettivamente versati sul conto di Mills tramite il finanziere Bernasconi. Dal processo è stata stralciata, per effetto del lodo Alfano, la posizione del premier: il procedimentonei suoi confronti è ripreso dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge che prevedeva uno “scudo” dai processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato, e la prossima udienza è prevista per domani. Il dibattimento è ancora alla fasi iniziali. «Tuttavia il processo di Berlusconi – hanno fatto notare fonti della difesa di Mills – è stato sospeso per un anno, quindi per lui, la prescrizione maturerà il prossimo novembre, visto cheè stata accolta la tesi sostenuta dalla procura della Suprema Corte». In pratica, il processo a Berlusconi potrebbe andare avanti per un altro anno, ma difficilmente eviterà di finire in prescrizione.

Svizzera-Libia, Gheddafi alza il tiro

Prima l’arresto di Gheddafi Jr a Ginevra per le violenze su due domestici, poi le tensioni per i due cittadini svizzeri condannati a Tripoli con tanto di guardie armate a circondare l’ambasciata. In mezzo la richiesta all’Onu del dittatore libico di cancellare la repubblica elvetica. Una storia di tensioni tra i due paesi sempre densa di nuovi capitoli. E ieri l’ultima svolta, la più inquietante, almeno nelle parole e nei toni. «La jihad deve essere proclamata contro l’infedele e apostata Svizzera, che distrugge le case di Allah», ha detto il colonnello intervenendo a Bengasi per la commemorazione della nascita del profeta Maometto. Secondo Gheddafi, «la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione straniera, non è terrorismo ». «Ogni musulmano nel mondo – ha proseguito il colonnello che parlava ad una folla di migliaia di persone – che abbia a che fare con la Svizzera è un infedele, è contro l’Islam, contro il profeta Maometto, contro il Corano». Il riferimento chiaro del leader libico è al contestato referendum che si è tenuto in Svizzera il 29 novembre scorso. La consultazione referendaria proposta dalla destra populista chiedeva lo stop alla costruzione di nuovi minareti in Svizzera. A chiusura delle urne vinse il sì, ottenendo il 57,7% dei voti, scatenando le proteste del mondo islamico.

Blackout Roma, show del Panathinaikos

Tre a due per il Panathinaikos. Finisce male l’avventura della Roma in Europa League. All’Olimpico il sipario si chiude come nessuno dei tifosi romanisti aveva neanche lontanamente immaginato: gli ellenici hanno realizzato un blitz che adesso fa pure percepire lo spessore del successo ottenuto all’Oaka Stadium nella gara d’andata. Una settimana fa finì nella stessa maniera (3-2), e tutti a credere che la Roma aveva avuto un semplice blackout. Macché momentaneo buio totale, il Panathinaikos ha dimostrato d’essere più forte dei romanisti o, almeno, di avere più motivazioni. Nello stadio romano ieri sera l’irrealtà s’è trasformata in concretezza, e a nulla è servita la spinta dei 45mila dell’Olimpico (meglio, 39mila, visto che almeno seimila fan componevano il puzzle della marea verde ellenica), che hanno abbassato la guardia già alla fine del primo tempo, subito dopo la seconda griffe personale di Cissè, autore della terza marcatura greca. E dire che i giallorossi erano pure partiti col piede giusto, al minuto numero 11 avevano già infilato la porta degli avversari col solito mancino di Riise, ancora una volta su calcio di punizione. Qui però la squadra di Ranieri s’è fermata, quasi incapace di affondare il colpo. Ne hanno approfittato quelli allenati da Nioplas, capaci di produrre tre reti nell’arco di sei minuti. Al 38’ De Rossi, sottotono, ha atterrato Ninis in area: indiscutibile il rigore, ineccepibile il gol di Cissè. Poi, dopo quattro minuti, il raddoppio, ottenuto con l’imprendibile Ninis, capace di prendere palla dal limite, di liberarsi al tiro e di scaricare un destro Nella ripresa Inutile l’assalto finale De Rossi accorcia le distanze troppo tardi imparabile per Doni. Un incubo senza fine per i romanisti: al 45’ ancora Cissè ha saltato Doni e depositato in rete la sfera, che tre volte è arrivata nell’area giallorossa e altrettante volte ha “causato” danni. Inutili i tentativi di riscossa della ripresa, altrettanto inutile il gol di De Rossi, arrivato troppo tardi: a ventitre minuti dalla fine la Roma avrebbe avuto bisogno solo d’un miracolo.

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