L’Inter sbanca Udine dopo essere passato in svantaggio e mantiene +4 sul Milan, vittorioso in casa con l’Atalanta. Il Napoli rimonta due reti alla Roma, finisce 2-2 al San Paolo, ed è un risultato giusto per quello che si è visto in campo. Al Siena lo spareggio salvezza col Livorno. Tutti i risultati aspettando il posticipo di questa sera: CATANIA-BARI (sabato) 4-0 LAZIO-FIORENTINA (sabato) 1-1 CHIEVO-CAGLIARI 2-1 GENOA-BOLOGNA 3-4 LIVORNO-SIENA 1-2 MILAN-ATALANTA 3-1 NAPOLI-ROMA 2-2 PARMA-SAMPDORIA 1-0 UDINESE-INTER 2-3 JUVENTUS-PALERMO stasera
Monthly Archives: febbraio 2010
Cile, nuova scossa di 5.1 Richter
28 febbraio 2010 – 10:38
La terra trema ancora in Cile, dopo il violentissimo sisma di ieri. L’ultima scossa registrata dall’Istituto Geofisica statunitense è stata di magnitudo 5.1 Richter. Sono già 99 le scosse sismiche a 24 ore dalla prima di magnitudo 8.8, verificatasi alle 3.34 locali (le 7.34 in Italia).
Cile, appello della Caritas Italiana
Appello della Caritas Italiana per contribuire alla realizzazione di un piano d’emergenza per i soccorsi alla popolazione del Cile devastato dal sisma. "Dopo quello che ha devastato Haiti, un nuovo terremoto ha colpito il Cile, -si legge in una nota- provocando vittime e danni. La Caritas da anni sostiene la Chiesa locale per progetti a favore delle famiglie e dei giovani più poveri ed emarginati del Paese; e ha prontamente manifestato vicinanza e solidarietà alla popolazione colpita".
Cile, 1,5 milioni di case danneggiate
Il ministro degli Immobili, Patrizia Poblete, ha affermato che la scossa di terremoto ha danneggiato almeno 1,5 milioni di case in tutto il Cile, un terzo delle quali in modo grave. Il ministro dell’Istruzione pubblica, Monica Jimenez, ha invece annunciato che l’apertura dell’anno scolastico che doveva avvenire lunedì prossimo, è stata rinviata all’8 marzo.
Roma torna in pista
28 febbraio 2010 – 09:51
Il Tempo – Un fuoripista inatteso e l’occasione di rimettersi subito in carreggiata. La Roma va a Napoli per continuare la sua cavalcata inarrestabile in campionato, sette vittorie nelle ultime sette gare, e dimenticare l’addio amarissimo all’Europa. Ranieri guarda avanti e, per ora, si limita ad inseguire il Milan. «C’è una squadra che ha un punto in più di noi e vogliamo riprenderla. Ci aspettano due partite importantissime (sabato arrivano i rossoneri all’Olimpico, ndr) e non firmo per due pareggi: me le gioco. Il secondo posto è il nostro scudetto? Dire adesso queste cose è sbagliato. I conti li faccio alla fine. Dobbiamo pensare anche a tenere lontane le squadre che ci inseguono». Tra queste il Napoli, quinto e a dieci punti dalla Roma. Ranieri aveva avvisato i suoi: attenti al curvone. Ma la «speronata» del Panathinaikos è stata fatale. «Sì – ammette il tecnico – c’è stato il fuoripista però sono stati bravi i greci. Lo sport è così: guardate quello che è successo alla Kostner a Vancouver, si è allenata per anni e poi è scivolata. Noi abbiamo avuto dieci minuti di follia ma non devono portarci fuori strada: a Napoli voglio vedere la Roma che conosco, sempre a testa alta. I ragazzi devono reagire, lo sanno fare». L’ottimismo deriva anche dal possibile recupero di Julio Sergio: il portiere, confortato da un’ecografia con esito negativo di venerdì, si è allenato in campo, ha provato anche i rinvii ed è salito sul treno che ha portato la comitiva giallorossa a Napoli. Ma lui per primo non è convinto di giocare, sente ancora un leggero fastidio all’adduttore e non vuole correre il rischio di ricaduta: si deciderà dopo il test in campo nel pre-partita. È stato Ranieri a chiedergli di partire e forzare, un segnale che dimostra la scarsa fiducia riposta in Doni in questo momento. «Non so dire se Julio Sergio gioca o no, è in ballottaggio – spiega l’allenatore – se non ce la fa tocca a Doni». L’altro dubbio di formazione riguarda il partner in attacco di Vucinic, che ieri non si è allenato ma oggi sarà in campo. Totti e Toni sono rimasti a casa, Cerci è fuori corsa dopo il flop di giovedì, Menez parte favorito su Baptista. «Jeremy è pronto a giocare – conferma il tecnico – in coppa quando è entrato ha fatto bene. L’ho visto determinato e voglioso». In difesa previsti due cambi rispetto all’ultima gara: dentro Motta e Burdisso al posto di Cassetti e Mexes. L’altra assenza «pesante» nella Roma è quella di Pizarro («se c’era lui forse non avremmo preso i gol dal Panathinaikos», rimpiange Ranieri), ancora infortunato e sconvolto dal dramma che ha colpito il «suo» Cile. Ieri ha provato senza successo a mettersi in contatto con i suoi familiari, che vivono in una zona lontana da quelle colpite dal sisma ma comunque sulla costa e quindi a rischio-tsunami. Nel Napoli recuperano Lavezzi e Quagliarella, torna Gargano, fuori Dossena.
Anticipo serale: Lazio-Fiorentina 1-1
27 febbraio 2010 – 22:43
All’Olimpico finisce con la Lazio e la Fiorentina che pareggiano 1-1, con rete di Siviglia in avvio e risposta di Keirrison nei minuti di recupero della ripresa. Un gol del brasiliano Keirrison, in pieno recupero, consente alla Fiorentina di raggiungere la Lazio,che resta così appena sopra la zona retrocessione. Olimpico semivuoto per la protesta dei tifosi laziali contro Lotito. Parte bene la squadra di Reja che al 7′ passa con un colpo di tacco di Siviglia che sorprende Frey. Viola lenti e prevedibili. Sul finale di tempo Mauri sciupa il raddoppio (bravo Frey). Nella ripresa Fiorentina più incisiva: Berni salva sull’ex De Silvestri e su Jovetic. Finale convulso e pari di Keirrison (92′)(cross di Gobbi dalla sinistra, Jovetic prolunga e Keirrison, di rapina, mette alle spalle di Berni).
Kabul, ucciso 007 italiano vittima dei terroristi
27 febbraio 2010 – 08:10
Kabul, ucciso 007 italiano vittima dei kamikaze Per la stampa era uno 007 dei servizi segreti. Per la Farnesina -un diplomatico-. Ma chi fosse l’italiano, ucciso insieme ad altre diciassette persone da un commando talebano a Kabul, ormai è chiaro. Pietro Antonio Colazzo, 48 anni, era il numero due sul territorio afgano dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, consulente dell’ambasciata e del governo italiano. Era pugliese di Galatina ma parlava il dari, uno dei dialetti della terra dell’oppio. Viveva lì da due anni e di quel paese conosceva la lingua, i segreti e il tritolo. Come quello utilizzato, dalle 6.30 in poi di ieri mattina, in una serie di attentati a catena nel quartiere dove sorgono gli alberghi degli stranieri. Quando la prima autobomba ha devastato la Guesthouse Arya, uccidendo nove indiani, Colazzo era nella hall del Residence Park. È lì che due terroristi hanno fatto irruzione, mentre un terzo kamikaze si faceva saltare in aria vicino alle rovine dell’hotel distrutto ferendo una trentina di persone. Uno dei ribelli si era asserragliato in una camera, quando il funzionario italiano ha chiamato la polizia afgana per informarla dei movimenti dei combattenti. I proiettili lo hanno raggiunto e ucciso mentre era al telefono. "Era un uomo coraggioso", è stato il commento del generale Abdul Rahman, capo della polizia di Kabul. "Grazie a lui abbiamo potuto evacuare sani e salvi altri quattro italiani". Sulla sua morte la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta guidata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo. Ma per il presidente dell’Afghanistan, l’obiettivo dell’attacco non era l’Italia: "Si è trattata di un’azione diretta contro i cittadini indiani impegnati ad aiutare il popolo". Cordoglio per una "vittima innocente" anche dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Dal Colle arriva l’appello a un ulteriore concreto sforzo comune per sconfiggere il terrorismo. È contro la follia della violenza e dell’intolleranza che il premier Silvio Berlusconi sente il dovere di opporsi. Un sentimento che, unito alla delicata rete di rapporti internazionali, spinge il governo a bocciare l’exit strategy. "La nostra linea non cambia", garantisce il ministro degli Esteri Franco Frattini. Mentre il collega della Difesa, Ignazio La Russa, gli fa eco. "Sarebbe strano – fa notare – se ci fermassimo di fronte a episodi luttuosi e dolorosissimi. È questa la ragione per cui siamo lì".
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