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Monthly Archives: gennaio 2010

Monsignor Crociata: immigrato non vuol dire criminale

«Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche ». Così dice il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, riferendosi alle affermazioni del premier Berlusconi sulla partecipazione dei clandestini alle attività delle organizzazioni criminali. Nella conferenza stampa conclusiva del Consiglio episcopale permanente, riunitosi a Roma, Crociata ha anche invitato al rispetto della «dignità di ogni persona umana, non può essere oggetto di pregiudizio o discriminazione». Poi, naturalmente, le regionali e i consigli per il voto. «Il compito dei cittadini è eleggere le persone che meglio perseguono l’obiettivo del bene comune i cui valori e criteri sono la difesa della vita umana comunque si presenti, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della solidarietà verso glia altri, in particolare i più deboli e il lavoro» dice Crociata. E c’è anche la Fiat. Sui problemi di Pomigliano D’Arco e Termini Imerese, Crociata dichiara. «Conosciamo il dramma delle famiglie che avevano un lavoro e ora si trovano per strada. Dobbiamo raccogliere questo grido, non possiamo rimanere insensibili».

Juve, Blanc: errori di tutti non solo di Ferrara

Trattandosi di Juventus, non poteva essere un addio troppo convenzionale. E così non è stato, perché capita raramente di assistere ad una staffetta in diretta. Ferrara via, ed ecco Zaccheroni. Ma capita che entrambi siano contemporaneamente in quel di Vinovo, uno per salutare tutti, l’altro per prendere in mano le redini della squadra. Il loro futuro è già scritto, comunque vada. Parola Blanc: «È stata una decisione crudele – ha spiegato Blanc – ma il calcio lo è alle volte. Ferrara rimane nel club con il suo staff e valuteremo con lui come continuare anche se ora si deve riposare ». E la scelta di prendere Zaccheroni? «Abbiamo deciso di puntare sull’esperienza e sulle sue qualità umane. Rafa Benitez? Non commento tutte le voci che sono uscite in questi giorni». Qualcuno ipotizzava anche le sue dimissioni: «No, non ci ho mai pensato. Gli errori non sono stati commessi soltanto da Ferrara, ma da tutti, giocatori compresi. Ora saranno messi davanti alle loro responsabilità».

Alfano (IdV): la Cassazione conferma l’arresto del Cosentino

Palermo, 29 gennaio 2010. “Spero che questo sia un segnale di serietà e di legalità” è quanto ha dichiarato l’eurodeputata (IdV) e Presidente dell’Associazione dei familiari vittime della mafia, Sonia Alfano, alla notizia che la prima sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. I suoi legali avevano presentato istanza contro l’ordinanza di arresto, che era stata emessa nei confronti del sottosegretario dalla Dda di Napoli, con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei casalesi. Mentre la Camera si era espressa contro l’arresto di Cosentino rifiutando le varie tesi della Procura la Cassazione ha rifiutato le tesi della difesa di Cosentino confermando l’arresto per l’On. Cosentino. “L’immunità parlamentare”, continua l’on. Alfano “permette a Cosentino di restare libero, né pare abbia alcuna intenzione di dimettersi dalla sua carica non fosse altro per ragioni di opportunità. Lavorando in un contesto internazionale ho continue conferme di quanto l’opinione pubblica europea è sconcertata da questi “casi” italiani che vedono alti esponenti delle Istituzioni italiane essere coinvolti con la criminalità organizzata. All’interno del parlamento europeo noi italiani subiamo lo sfottò dei colleghi europei; nonostante il tentativo di profondere il massimo impegno e serità nella nostra attività parlamentare, non possiamo che perdere di credibilità per gli echi che arrivano dall’Italia. L’On. Cosentino ha rinunciato alla candidatura in Campania solo dopo forti pressioni dei vertici del suo partito, ma continua a rivestire un incarico prestigioso e di grande delicatezza; come sottosegretario all’Economia ha infatti incarichi che poco si coinciliano con le accuse da cui si deve difendere. Vorrei che l’Ialia ed il suo Governo si distinguessero per serità e rettitudinne” conclude la Alfano “sono veramente stanca di leggere sui giornali internazionali allusioni poco edificanti sul nostro Paese”. (Ufficio Stampa On. Sonia Alfano)

I 50 anni di Hugh Grant: Niente da festeggiare

Hugh Grant, l’attore inglese torna con il film “Che fine hanno fatto i Morgan?” ma è in crisi: snobbato da Hollywood e dalle donne. “Terrorizzato” dall’arrivo dei 50 anni, poco amato a Hollywood e sempre più solo e scontroso, l’ex sex symbol della commedia rosa Hugh Grant non riesce a risalire la china in cui sembra sprofondata la sua carriera. Tornato al cinema dopo più di due anni di silenzio con il romantico Che fine hanno fatto i Morgan?, l’attore inglese non avrebbe gradito la fredda accoglienza che la stampa ha riservato al suo film, dal 19 febbraio anche in Italia, uscito in America in contemporanea ad Avatar e snobbato dal pubblico di massa. Avevamo lasciato Grant, nel 2007, disoccupato e in preda alla mania per il golf: «Questo sport sta distruggendo la mia vita sentimentale – aveva detto poco dopo la fine delle riprese del suo ultimo successo, Scrivimi una canzone – il che significa che sono un caso disperato». Lo ritroviamo, due anni dopo, ancora più disperato di prima: «Spreco la mia vita pigiando tastini sul cellulare», si è lamentato in una delle poche interviste concesse negli ultimi mesi. E quel che è peggio è che insieme alla bellezza, secondo alcuni tabloid “aiutata” con strategici ritocchini, sembra sfiorito anche l’umorismo, da sempre molto amaro ma mai così di cattivo gusto: «A settembre farò 50 anni, non c’è niente da festeggiare – ha detto – Andrò in Svizzera, dove c’è un posto chiamato Dignitas: è una clinica dove si pratica l’eutanasia ed è là che vorrei trascorrere il mio compleanno». Un atteggiamento che non ha pagato né nella vita sentimentale, tuttora solitaria, né sul lavoro: dopo gli scarsi risultati di Che fine hanno fatto i Morgan?, difficilmente Hollywood lo chiamerà presto sul set di una commedia romantica. E infatti «sto raccogliendo le forze per due nuovi progetti, ma niente di “rosa”: uno riguarda la musica e l’altro gli animali», ha detto parlando del suo futuro. Per il 2010, dice lui, lo attendono tre obiettivi: «Perdere qualche chilo. Sposarmi e fare figli. Comprarmi una casa nuova». Non necessariamente in quest’ordine di importanza.

Del Bono rassegna le dimissioni

Dopo tanti gossip e poche certezze, Delbono può definirsi ormai ex sindaco. Le dimissioni sono arrivate ieri, dopo un lungo via vai e fughe di notizie. La vicenda Cinzia Gate, almeno in termini politici, sembra giunta al capolinea. Ma la giornata di ieri è stata ben più complessa di quanto sembri. Fino a ieri mattina sembrava che le dimissioni sarebbero arrivate solo tra qualche giorno, il che aveva generato reazioni incandescenti in Consiglio Comunale, da parte degli esponenti dell’opposizione. Questi ultimi avevano definito la linea scelta dal Pd irresponsabile e assolutamente non produttiva per la città. Il Partito Democratico sosteneva, invece, che fosse necessario aspettare per la rassegna ufficiale delle dimissioni, per far sì che si concludessero gli ultimi atti amministrativi. In tarda mattinata, invece, l’improvvisa svolta. Il vicesindaco di Bologna, Claudio Merighi, dopo essersi recato in prefettura, ha dato la notizia che le dimissioni di Delbono sarebbero arrivate nel pomeriggio. Al prefetto, Angelo Tranfaglia, il vicesindaco ha chiesto di dare l’immediata comunicazione al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, per garantire la possibilità allo stesso di portare la situazione di Bologna al vaglio del Consiglio dei Ministri. Merighi ha poi voluto precisare come tutto il suo schieramento si sia assunto, con piena responsabilità, l’onere di risolvere la situazione, non appena saputo del termine massimo per poter garantire il decreto ad hoc. A questo punto, sempre che non ci siano improvvisi cambiamenti, dovrebbero esserci le elezioni a marzo, considerando che tutte le forze politiche, almeno su questo, sembrerebbero pensarla allo stesso modo. Le prime reazioni hanno seguito questa tesi: Stefano Bonaccini, esponente del Pd, ha dato la disponibilità del suo partito affinchè le elezioni comunali si svolgano con quelle regionali. Cosi si è espressa anche Silvana Mura, esponente dell’Italia dei Valori. Dopo questo improvviso cambio di rotta, siamo tutti nelle mani del Governo.

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