«L’Imu? Ne chiedo l’abolizione»

«Chiediamo l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, non un euro di quei soldi resta nelle casse comunali. Di fronte a una edilizia che si sta bloccando, di fronte alle famiglie colpite dobbiamo trovare altre strade». Il sindaco, Gianni Alemanno, durante un’iniziativa elettorale ieri, ha ribadito la sua contrarietà all’imposta sulla casa reintrodotta dal governo Monti. «Io preferisco una patrimoniale sui grandi patrimoni che una tassa sulla prima casa». Il sindaco torna a sottolineare la sua posizione in materia. Era stato ancora più netto a margine del comitato direttivo dell’Anci, che si è svolto in Campidoglio lo scorso dicembre: «Una seria operazione di patrimoniale, sui grandi patrimoni superiori a due milioni di euro, permetterebbe tranquillamente di azzerare l’Imu sulla prima casa», aveva puntualizzato. Durante l’i niziativa Alemanno ha detto la sua anche sul candidato del centrodestra alla Regione, Francesco Storace, definendolo «la miglior garanzia per la Regione». «Con Storace c’è una lunga amicizia – continua Alemanno – ci conosciamo da tanti anni, a volte abbiamo litigato. Di lui ho tante immagini, ma quella che mi fa dire che è la persona giusta per il Lazio è la dignità quando si è dovuto dimettere da ministro. Andò avanti per la sua strada, ha continuato a fare politica. A Storace si può dire tutto tranne che non sia una persona vera». -Dnews/Teresa Vinci-

Comitato referendum, IdV: bene sì a firme

Il Comitato per il referendum per i collegi uninominali esprime soddisfazione per il sì al numero di firme raccolte e si dice fiducioso sull’ammissibilità da parte della Consulta. E Di Pietro sottolinea: "Quest’estate IdV, insieme ad altre forze politiche, alla società civile e ai cittadini, invece di andare al mare, ha raccolto 1 milione e duecentomila firme per cambiare la legge elettorale". Ora "chiediamo che ci lascino fare questo referendum, senza che si inventi una qualche leggina ad hoc" per evitarlo.

Libia, la Lega: «Voto in Parlamento»

Quando sembrava che la frattura fosse già ricomposta, ecco il nuovo affondo della Lega. Il via libera alle bombe italiane in Libia continua a non essere ben visto dal Carroccio. E a conclusione di una giornata tra fibrillazioni e tentativi di ricucitura, è stato Roberto Maroni ha riportare l’argomento sul terreno della sfida pura a Berlusconi. «Il premier sulla Libia ha sbagliato -ha tuonato il ministro dell’Interno – doveva consultarci, siamo rimasti sorpresi». Maroni ha anche parlato apertamente di un passaggio parlamentare: «L’opposizione lo vuole, noi non siamo contrari». Insomma, tensioni che non accennano a diminuire nell’esecutivo. E sì che il presidentedei deputati delCarroccio, Marco Reguzzoni, ce l’aveva messa tutta per gettare acqua sul fuoco dopo che già le durissime parole di Bossi (e la sua telefonata al Quirinale) avevano convinto Berlusconi a rinviare alla prossima settimana il consiglio dei ministri previsto per domani. La via d’uscita, Reguzzoni, l’aveva trovata nelle parole pronunciate dal capo dello Stato martedì: «Siamo sulla linea di Napolitano, tutto avviene nell’ambito della direttiva Onu». Una manovra bollata dall’opposizione come una decisa marcia indietro. Tanto che il Pd aveva pensato di rinunciare alla mozione da discutere in Aula. Poi le parole di Maroni hanno rimesso tutto in discussione. Compresa la tenuta dell’esecutivo. Anche se su questo lo stesso ministro dell’interno ha escluso colpi di scena: «Il governo rischia se non fa fa quel che deve fare». Alle commissioni Esteri e Difesa ieri hanno riferito i ministri Frattini e La Russa. Saranno 8 i velivoli italiani autorizzati a bombardare con la Nato.

Governo battuto sull’Unità: il 17 marzo festa ogni anno

Sono bastati i 9 voti a favore di Pd e Idv contro gli 8 contrari di Pdl, Lega e Coesione nazionale per istituire il 17 marzo come “La giornata nazionale dell’indipendenza della Nazione e della indivisibilità della Repubblica” da celebrare sempre. La ricorrenza non avrà alcun effetto civile, quindi non è festa negli uffici e nelle scuole, ma Regioni, Province e Comuni promuoveranno iniziative volte «alla sensibilizzazione sul valore storico, istituzionale e sociale dell’unità». A far andare sotto il governo in Commissione Affari Costituzionali al Senato è stato infatti un emendamento dell’Idv che stabilisce questa data come giorno dell’indipendenza nazionale da celebrarsi ogni anno. Al contrario il decreto che istituisce la festa nazionale del 17 marzo 2011 (150 anni) appena festeggiata è passato a larga maggioranza. I senatori della Lega, però, non hanno partecipato al voto.

Sondaggi, il sindaco Alemanno perde punti

Crolla di sedici posizioni, ma la maggior parte dei romani continua ad apprezzare il suo lavoro. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno passa dal terzo al 19esimo posto nella classifica dei sindaci più amati, perchè dal 64,2% della precedente ricerca è sceso al 59,1%, con un -5,1% di simpatie. Sono i dati della quattordicesima edizione dell’indagine Monitor Città, dell’istituto di ricerca Fullresearch e che riguardano il secondo semestre del 2010. Il sindaco però, nonostante la perdita di posizioni, si dice «veramente entusiasta». «Questo sondaggio dice che quasi il 60% dei romani mi dà un voto positivo. È un risultato eccezionale », commenta. Un risultato che «dopo mesi di campagne scandalistiche, attacchi e storie, è un risultato eccezionale. Sono cinque punti superiore alla media dei sindaci italiani, sono nell’elenco dei sindaci a cui l’elettorato vuole bene. Certo, non sto al terzo posto come sei mesi fa ma, non c’è retorica: per me stare al 59,9% è – conclude – un risultato eccezionale dopo tutto quello che è successo e sono molto contento». Ma non tutti la vedono allo stesso modo, anche all’interno del Pdl. Secondo il deputato Pdl, Marco Marsilio, «il tonfo registrato impone una severa autocritica e riflessione da parte di tutta la classe dirigente del centrodestra romano ». Per il deputato del Pd, Roberto Morassut, «la dichiarazione di Marsilio è la prova più chiara della difficoltà del centrodestra alla guida della città e della crisi politica di questa maggioranza. Ormai Alemanno non rappresenta più nè i romani nè tantomeno la coalizione politica a cui appartiene». Chi difende Alemanno è Guidi, presidente della commissione Bilancio: «Il dato che emerge dall’indagine evidenzia che ben più della metà dei romani intervistati, ovvero il 59,1%, apprezza l’operato del sindaco».