Preti sospesi, Vaticano: niente scuse per abusi

Tre preti cattolici austriaci del monastero di Kremsmuenster in Alta Austria, sono stati sospesi ieri dalle funzioni sacerdotali per presunti abusi sessuali e maltrattamenti – avvenuti negli anni ’80 – nei confronti di alcuni ragazzi della scuola gestita dal monastero. È passata ai fatti l’operazione di trasparenza avviata dalla Chiesa cattolica sugli abusi sessuali commessi in istituti religiosi tedeschi, austriaci e olandesi. Proprio ieri il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller, è tornato sullo scandalo che ha riguardato anche il Piccolo Coro della città tedesca e ha definito «una stupidaggine » l’ipotesi che il celibato ecclesiastico sia all’origine del fenomeno. Mueller ha anche ricordato che i sacerdoti che si macchiano di reati di pedofilia non possono continuare a svolgere il loro ruolo: «Tutti sanno – ha detto – che questo peccato grave esclude dal sacerdozio ». Il vescovo ha ribadito che «Georg Ratzinger è assolutamente, temporalmente e realmente estraneo» a questa vicenda ma ha anche attaccato la ministra della Giustizia tedesca, Leutheusser-Scharrenberger, accusandola di far parte di una massoneria che vuole depenalizzare la pedofilia. E proprio da un rappresentate della Santa sede è giunta ieri una condanna netta della pedofilia in Chiesa. Dopo che padre Lombardi aveva ridimensionato lo scandalo facendo presente che «la pedofilia non esiste solo nella Chiesa, ma anche in altri ambienti», ieri l’osservatore della Santa Sede all’Onu, monsignor Silvano Maria Tomasi, intervenuto ad un incontro annuale delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini ha detto chiaramente che non ci possono essere «scuse» per i preti che si macchiano del «crimine odioso» di pedofilia e la protezione dei minori da queste «aggressioni» deve essere in cima alle priorità della Chiesa.