Di Girolamo: dirigenti Fastweb e Sparkle sapevano

Si aggira intorno ad 1,7 milioni di euro il «compenso personale» dell’ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, per il «lavoro» reso al «gruppo Mokbel». È questa una delle rivelazioni fornite nell’interrogatorio ai pm di Roma, Giancarlo Capaldo,Francesca Passaniti e Giovanni Bombardieri, che indagano sul maxi riciclaggio di 2 miliardi di euro. Di Girolamo ha anche ammesso che «vi erano dirigenti di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle ben consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto dell’attività illecita attraverso la frode dell’Iva». In particolare al corrente della questione, secondo l’ex senatore, erano Stefano Mazzitelli, già Ad di Telecom Italia Sparkle, Massimo Comito, ex responsabile delle regioni europee della stessa Telecom e Antonio Catanzariti che è stato responsabile del Carrier sales Italy. Per quanto riguarda, invece, il suo “stipendio”, Di Girolamo ha spiegato come è stato raggiunta la cifra di 1,7 milioni di euro. «Pur non avendo preso parte alla operazione Phuncard, di cui però ero a conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma di 200 mila euro in contanti », ha raccontato. I profitti sempre crescenti dell’operazione alla fine gli hanno fatto intascare circa 4 milioni di euro,ma secondo le decisioni di Mokbel, una parte è rimasta come fondo comune per l’acquisizione di partecipazioni della holding Runa, «mentre ho ricevuto – ha aggiunto – come quota personale 1,5 milioni dalla Gis (un milione) e dalle Antiche Officine Campidoglio (500mila)».