Caso Orlandi, l’autista di De Pedis è sotto inchiesta

Colui che è ritenuto dagli inquirenti e indicato da Sabrina Minardi, ex amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, come l’autista di Renatino è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983. Omicidio volontario aggravato e sequestro di persona sono i reati contestati all’uomo, Sergio Virtù, 49 anni, detenuto a Regina Coeli e interrogato proprio ieri sera per due ore e mezza dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Simona Maisto, titolari degli accertamenti sul caso Orlandi. Interrogato come indagato nella struttura penitenziaria dove è finito oggi sulla base di un provvedimento cautelare emesso dalla corte d’appello, ma non concerne il caso Orlandi. Negli anni scorsi sono state inflitte all’uomo per due volte condanne a 8 anni per truffe e fallimenti che vedevano coinvolti «colletti bianchi». Pene per le quali si è in attesa del processo d’appello. La misura cautelare è stata disposta nei confronti di Virtù su richiesta dalla procura generale presso la corte d’appello sulla base del convincimento che stesse per scappare evitando così di scontare queste condanne e gli accertamenti in corso sul caso Orlandi. A fare il suo nome sono state Fabiola Moretti, pentita della banda della Magliana, e Sabrina Minardi, ex compagna di De Pedis. Entrambe hanno indicato Virtù come una persona non facente parte della banda, ma legata a Renatino tra il 1982 e il 1983. È stata la Minardi a riferire che Virtù sarebbe stato l’autista del boss della Magliana e in particolare a collegarlo alla scomparsa della Orlandi. La donna riferì di aver visto Emanuela al laghetto dell’Eur, nell’immediatezza del sequestro. Con la ragazzina, che aveva 15 anni, ci sarebbe stato appunto Sergio, uomo di fiducia di De Pedis. La Minardi ha sostenuto di aver guidato un’auto, con accanto De Pedis, seguito dalla vettura di Sergio che aveva con sè Emanuela. Il gruppo raggiunse Torvajanica dove la Orlandi venne affidata alle “cure” di un’altra signora. Alcuni mesi dopo la 15enne, sempre secondo il racconto, venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla donna in un bar del Gianicolo dove le fu affidata dallo stesso Sergio. Contro l’uomo ci sono anche le dichiarazioni di un’altra donna, sua ex convivente, con cui ha intrecciato una relazione in tempi recentissimi. A lei avrebbe confidato di aver avuto un ruolo nella scomparsa della Orlandi e per questo di aver ricevuto un compenso. Davanti ai magistrati Virtù ha negato ogni addebito: non ha conosciuto De Pedis e non ha partecipato al sequestro. L’uomo ha solo ammesso di aver conosciuto Claudio Sicilia, detto er vesuviano, considerato dagli inquirenti l’anello di congiunzione tra camorra e banda della Magliana, salvo poi diventare collaboratore di giustizia e per questo essere ucciso nel 1991 a Tor Marancia.