Mali, giallo sulla moglie di Cicala

Si tinge di giallo e finti colpi di scena il sequestro di Sergio Cicala e di sua moglie Philomene Kabouree, rapiti in Mauritania il 19 dicembre scorso insieme alla cooperante spagnola Alicia Gamez e detenuti in Mali. «Le due donne sono state liberate e sono attese in Burkina Faso da un’autorità spagnola » aveva reso noto una fonte diplomatica ieri mattina. Ma la notizia è stata subito smentita, o quantomeno ridimensionata: Philomene è ancora nelle mani dei sequestratori ha comunicato dopo due ore una fonte vicina alla presidenza del Burkina Faso. Alicia Gamez è arrivata all’aeroporto di Ouagadougou, in Burkina Faso, ma era sola. La conferma arriva anche dal governo spagnolo e poi da Margherita Boniver, inviata del ministro degli Esteri Franco Frattini per le emergenze: «La notizia del rilascio di Philomene Kabouree è falsa e infondata» ha detto la Boniver, spiegando però che il presidente del Burkina «ha ottime capacità negoziali, dimostrate in varie occasioni, nelle varie guerre che sconvolgono l’Africa». La moglie di Sergio Cicala è quindi ancora nelle mani di al Qaeda. «Il ministro Frattini ha chiesto giustamente il silenzio stampa sulla vicenda – ha proseguito la Boniver – proprio perché una fuga di notizie rivelatesi false, come in questo caso, oltre che inutile è anche molto pericoloso», ha precisato. La Boniver ha spiegato che la sua visita in Burkina Faso è destinata proprio ad approfondire il coordinamento con il governo locale in vista del rilascio dei coniugi Cicala. «Confermo gli sforzi dell’Italia, in coordinamento con i paesi della regione, per giungere a una conclusione della vicenda – ha concluso – e spero in sviluppi nel più breve tempo possibile».