Rooney irresistibile, il Milan scompare

Il Manchester United supera 4-0 il Milan con un grande Rooney e manda malamente a casa i rossoneri. Che il Diavolo, di rosso vestito, sapesse fare le pentole si è capito nel pomeriggio, quando Nesta ha fatto ciao con la manina (menisco, più sì che no al l’intervento nei prossimi giorni). Per i coperchi l’attesa è stata poca. Ore 21.03: cross di Neville, testa di un Rooney che mette improvvisamente a tacere il legamento rotuleo, che fino a un quarto d’ora prima urlava, e i quarti di finale per il Milan sono già un miraggio. E’ durata poco, è durata niente l’illusione di quel Diavolo bicolor che ha cercato per giorni di crederci e che si è scontrato con la realtà come se fosse un tir lanciato contromano. Ed è appena cominciata, purtroppo per Leo e la sua banda allo sbando. Giocano Ronaldinho e soci, ma di far paura a chicchessia non c’è verso. Qualcuno si illude, forse quelli che non hanno idea di quanto conti avere uno dei primi tre al mondo tra le proprie fila. D’altronde sembrano provarci, ma non è questione di convinzione, qui manca la materia prima e soprattutto manca lì davanti. La ripresa comincia nel modo peggiore, quello che ammazzerebbe i sogni dei bambini. Pronti via e Rooney fa due, battezzando il coraggio di Leonardo che piazza Ambrosini dietro e imbarazza ancora di più un Thiago Silva già orfano di papà Nesta. Tanti saluti anche all’ultima, vana speranza. Park uccide anche l’orgoglio di un Milan che si trova davanti un conto più salato del previsto, che forse sconta anche le voci di chi aveva rilanciato una squadra che può ancora contare a casa propria ma che in Europa non ha abbastanza solidità per fare strada. Huntelaar piazza la zuccata della resa sopra la traversa della porta difesa da Van der Sar, Leonardo urla che ne vuole uno, anche fosse inutile. Ci prova Beckham, accolto dall’ovazione di un Old Trafford ormai senza paura, ma il portiere olandese si ritrova il pallone su una spalla e si salva senza neanche accorgersene. Fletcher chiude tutto. Roba brutta, roba che resta sullo stomaco come la sbobba peggiore. Il Milan torna a casa con le ossa rotte e le corna ripiegate su se stesse, mentre gli altri Diavoli fanno festa come se a capitolare fosse stata una delle squadrette che a volte si incrociano tra una coppa e l’altra. E Leo sparisce dietro un sospiro, quello brutto di una serata da fantasmi.