Diverbio alla conferenza stampa, il ministro butta fuori il contestatore

Mattina di recriminazioni, mattina di contestazioni. E alla fine nel bilancio si conta un giornalista allontanato dalla conferenza, spintoni e scappellotti, minacce di denuncia a un ministro. Giornata agitata per Silvio Berlusconi già prima dell’incontro con i giornalisti a via dell’Umiltà. Proprio di fronte alla sede del partito la prima contestazione. Un gruppo di persone affacciato al palazzo dalla finestra di fronte, accoglie il premier con una salva di fischi, tra di loro i dipendenti del vicino teatro Quirino che lanciano contro la delegazione le brochure del prossimo spettacolo, il balletto Romeo e Giulietta. A dar man forte al presidente del Consiglio un gruppo di fedelissimi che ha intonato una serie di corti anticontestatori. L’episodio più significativo avviene però nel corso della conferenza quando prende la parola Rocco Carlomagno, attivista del coordinamento «Aiutiamo l’Abruzzo», una sorta di Paolini della politica. Carlomagno, fingendosi giornalista, rivolge una serie di domande sulle tangenti e sul ruolo di Bertolaso nell’inchiesta grandi eventi. Fino all’intervento del ministro Ignazio La Russa che lo ha invitato ad andarsene salvo poi prenderlo per il bavero e strattonarlo più volte. Carlomagno, allontanato dalla sala, ha poi annunciato che denuncerà il ministro per aggressione dicendo di aver ricevuto due pugni sullo sterno.