Fumo, per smettere arriva il vaccino

Il fumo è da cinque anni bandito dai locali pubblici e tutti sanno che danneggia la salute e abbruttisce la pelle. Secondo studi recentissimi poi, targati Israele, fumare rende anche meno intelligenti. Insomma, per gli amanti delle “bionde” da tempo non c’è più pace. Ma ora dall’America arriva la soluzione definitiva: il vaccino contro il fumo. Il farmaco della multinazionale Glaxo Smith Kline si chiama NicVAXe (la commercializzazione è prevista per il 2012) ed è giunto allo stadio finale, ovvero la sperimentazione sull’uomo. A quanto è dato sapere, tra i 480 soggetti coinvolti nei test, coloro che fumavano oltre 24 sigarette al giorno hanno dimostrato di reagire drasticamente alla dipendenza, con l’astinenza completa dalle sigarette nelle settimane tra la 19esima e la 26esima dall’inizio del trattamento. Il vaccino, che va assunto per iniezione una volta al mese per sei mesi, potrà essere somministrato sia in via preventiva che terapeutica. Come funziona? Ovviamente, il vizio del fumo non è una malattia, come la dipendenza non è un virus, pertanto il principio attivo del vaccino agisce in modo da stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi in grado di legarsi alle proteine della nicotina, bloccandole. Cioè rendendole più “grandi” e quindi incapaci di passare nella stretta barriera emato-encefalica. In questo modo i neuroni cerebrali non vengono stimolati a produrre dopamina e si perde la sensazione piacevole legata al gesto del fumare, meccanismo che è alla base della dipendenza. Perso il piacere perso l’interesse e addio “bionda”. Come sopportare però le sfuriate del capufficio senza la salvifica sigaretta aspirata velocemente in corridoio alla Glaxo non danno risposta.