Ciancimino jr: Papà disse che Calvi era stato punito

Un interrogatorio lungo 3 ore, quello di Massimo Ciancimino, chiamato a testimoniare nel processo per la morte di Roberto Calvi e a dire la sua circa i rapporti tra il banchiere del vecchio banco Ambrosiano, suo padre Vito Ciancimino e la mafia. «Mio padre disse che Calvi era stato ucciso per non aver restituito i soldi che aveva ricevuto da Cosa nostra – ha detto Ciancimino jr – A Calvi erano state consegnate somme di danaro da parte di Cosa nostra con le indicazioni su come investirli. Chiesi a mio padre se anche lui fosse impicciato nella morte di Calvi. Mi disse che ne era estraneo, mi sottolineò anche l’inutilità di queste punizioni. Non fu meravigliato di quella morte. Calvi gli fu presentato a Milano da Salvatore Buscemi e Franco Bonura, chiamati i “gemelli”. Papà voleva portare all’estero i suoi soldi anche in vista di investimenti immobiliari. Tra loro avvenivano scambi di denaro in Svizzera, a Losanna, e nella sede dello Ior nella Città del Vaticano dove mio padre aveva a disposizione due cassette di sicurezza ». Ciancimino ha Poi mostrato i documenti del padre su Dell’Utri,specificando che i due «non si sono mai conosciuti di persona». In collegamento da Ascoli Pippo Calò ha affermato di non aver «mai conosciuto Vito Ciancimino nè tantomeno Roberto Calvi. Il soprannome di banchiere di Cosa Nostra non rispecchia la mia vita: fino al 1982 non ho mai avuto una lira in tasca, quindi non avevo motivi per intraprendere rapporti con Calvi ». Per l’avvocato di Flavio Carboni l’interrogatorio di Ciancimino jr è stato «uno sketch che dà conferme che Carboni è innocente ».