L’ultimo mistero del delitto di via Poma

Il corpo di Pietrino Vanacore è stato ritrovato a Torre Ovo, nel Tarantino, a due chilometri da casa. Ha lasciato tre biglietti d’addio. Venerdì doveva testimoniare al processo. Pietrino Vanacore, l’ex portinaio dello stabile dove vent’anni fa venne massacrata Simonetta Cesaroni, si è tolto la vita. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato nelle acquedi Torre Ovo,a due chilometri dalla frazione di Monacizzo, Taranto, dove Vanacore abitava con la moglie Giuseppa De Luca. Da giorni Pietrino era tormentato. «Depresso», dicono ora i vicini di casa. Per «quella storia che riaffiorava ogni agosto, quando i giornalisti venivano a cercarlo fin qui per intervistarlo in occasione dell’anniversa – rio della morte della Cesaroni». Ma lui ogni volta non si faceva trovare. «Non ne poteva più di quella storia». Venerdì peròne avrebbe dovuto riparlare aRoma, davanti ai magistrati. Invece ieri Pietrino è uscito di casa di buon mattino con dietro una bottiglia di paraquat, un anticrittogamico potentissimo, una corda, ed è andato al mare con la sua vecchia Citroen Ax grigia. Intenzionato a farla finita, una volta per tutte. È arrivato alla torre dove la scogliera incornicia il paesino turistico sulla costa orientale del golfo di Taranto. Ha legato la fune a untronco d’albero e poi alla caviglia. E, con lucida follia, ha bevuto il pesticida e ha aspettato. «Probabilmente che l’anticrittogamico facesse effetto», dicono ora gli inquirenti, «e poi si è buttato in mare, o forse è scivolato dagli scogli negli ultimi istanti di vita». A individuare il corpo di Pietrino a meno di trenta metri dalla strada principale di Torre Ovo sono stati due suoi amici, per caso. A due chilometri da lì, nella casa bianca di Monacizzo, quando la moglie di Vanacore è stata avvertita si è sentita male. I sanitari arrivati con i carabinieri le hanno dovuto somministrare un sedativo. A cercare di consolarla sono arrivati i parenti. Una di loro ha raccontato che «Giuseppa non riesce neppure a parlare». Che «non vuole vedere, né sentire nessuno». Nel pomeriggio la signora De Luca è stata accompagnata a Taranto all’obitorio dell’ospedale doveè stato portato intorno alle 17 il corpo di Pietrino per un primo esame ispettivo. La notizia del suicidio è rimbalzata subito anche a Torino, dove vive il figlio Mario, che oggi sarebbe arrivato a Roma per accompagnare il padre domani all’udienza all’aula bunker di Rebibbia. Prima di farla finita, l’ex portinaio ha lasciato tre messaggi d’addio. Un biglietto è stato ritrovato sul lunotto posteriore della Citroen, l’altro sul parabrezza. Sopra la frase “venti anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio”.