Il Tar di Roma boccia la lista del Pdl, la Polverini spera nel ripescaggio

Respinto. L’ordinanza del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Pdl è arrivata intorno alle 19.30, al culmine di un’altra giornata ad altissima tensione. La lista del partito che appoggia Renata Polverini a Roma e provincia resta quindi fuori – almeno per il momento – dalle elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. I giudici hanno fissato al 6 maggio la discussione di merito sul ricorso, quando sarà deciso anche l’eventuale rinvio alla Corte Costituzionale del decreto “salvaliste”. Ieri la seconda sezione bis del Tar del Lazio, presieduta da Eduardo Pugliese, si è limitata a decidere sulla richiesta di sospensione cautelare del provvedimento della Corte d ‘Appello che aveva escluso la lista del Pdl. Per i giudici del tribunale amministrativo il decreto legge interpretativo varato dal governo non è applicabile alla Regione Lazio, dove «la materia elettorale è disciplinata dalla legge 2 del 2005». E in secondo luogo non può essere considerata sufficiente la circostanza che, prima delle ore 12 del 27 febbraio (l’ultimo giorno utile per la consegna delle liste), i rappresentanti del Pdl fossero all’interno del perimetro dell’Aula giudiziaria; non vi è infatti «né certezza né principio di prova» che avessero con loro la documentazione necessaria a depositare le liste, che fu poi consegnata solo alle 19.30 al reparto dei Carabinieri di stanza all’ufficio elettorale della Corte d’Appello. Proprio ieri, sulla base del decreto varato venerdì dal governo, una delegazione del Pdl ha ritirato il plico con i documenti e lo ha consegnato ex novo all’ufficio elettorale del Tribunale, che dovrà verificarne la completezza. La partita, in sostanza, d’ora in poi si giocherà su due binari paralleli. Ignazio Abrignani, il responsabile elettorale del Pdl, ha già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione di ieri del Tar, perché «c’è una legge dello Stato che è in vigore» e che «non si può dichiarare incostituzionale». Ma la lista potrebbe comunque ottenere il via libera dall’ufficio elettorale del Tribunale, che ha tempo fino alle 18 di stasera per pronunciarsi sull’accettazione degli elenchi che gli sono stati consegnati ieri. «La nostra lista sarà ammessa», hanno detto Verdini, Gasparri e Cicchitto del Pdl. In tal caso, il Pd ha già annunciato il ricorso al Tar «che non potrà smentire se stesso a distanza di qualche giorno», ha spiegato il legale Federico Vecchio. «Per commentare la sentenza aspetto di conoscerne le motivazioni», ha tagliato corto la candidata del centrodestra nel Lazio, Renata Polverini, che in serata ha riunito i rappresentanti locali del Pdl. La sua sfidante, Emma Bonino, si è limitata a prendere atto della decisione: «Sarà utile vedere le motivazioni, i giudici vadano avanti». Prima dell’ordinanza del tribunale amministrativo, il ministro dell’Interno Maroni aveva specificato che «se il Tar decide che la lista è fuori, la lista resta fuori nonostante il decreto ». E aveva auspicato una rapida conclusione del caso nelle aule dei tribunali «per evitare di dover rinviare le elezioni». Ma in questa guerra a colpi di ricorsi nessuno sembra intenzionato a deporre le armi.