Allarme edilizia, chiuse 600 aziende

Tempi di pagamento certi, pratiche burocratiche più veloci e maggiore possibilità di accesso al credito per le piccole e medie imprese. Sono queste alcune delle richieste avanzate dalla Cassa Edile di Roma e Provincia per superare la crisi. L’allarme lanciato dall’ente bilaterale, gestito pariteticamente dall’Acer e dai sindacati di categoria si basa su una serie di indicatori statistici, ad esempio quello che segnala la diminuzione del numero di ore lavorate dagli edili nel corso di quest’anno, dovuta sia alla cessazione di rapporti di lavoro che alla utilizzazione di numerosi contratti part-time. Sono 11mila le imprese attive registrate dalla Cassa Edile di Roma, e nel corso del 2009 hanno dato lavoro a circa 59mila operai. Tra gennaio 2008 e dicembre 2009 sono 600 le imprese hanno sospeso le attività con circa 5mila operai hanno visto concludersi il loro rapporto di lavoro. Sempre nel 2009 sono quasi 5 milioni le ore di lavoro perse nell’edilizia a Roma e provincia rispetto all’anno precedente, prosegue la nota. «Non c’è un modo univoco per uscire dalla crisi – spiega il presidente della Cassa Edile, Edoardo Bianchi – L’allarme che vogliamo lanciare è quello relativo alle imprese che usano il part-time in maniera abnorme e fuori dalle regole del mercato. Chiediamo un maggior controllo».