Università impegnate ricerca e sviluppo dell’eolico

Nel nostro paese ricerca e sviluppo dell’eolico sono portati avanti da Universita’ e compagnie industriali ma manca coordinamento e un minimo di coinvolgimento degli istituti di ricerca, eccezion fatta per il Cesi ricerca. Lo ha riferito Luciano Pirazzi dell’Enea, alla conferenza organizzata a Bruxelles dalla Camera di Commercio Italo Belga in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Enel in cui si e’ parlato dell’uso dell’energia eolica in Italia in termini molto concreti e con dati tecnici alla mano. Le Universita’ impegnate nel settore sono quelle di Milano, Trento, Bologna, Genova e Napoli. In generale, l’Enel e’ per ora il campione nazionale nel campo delle rinnovabili, con installatazioni per 20.000 MW, i tre quarti della capacita’ italiana.
Nel 2007 il 30% dell’energia elettrica e’ derivata dalle rinnovabili. Il futuro programma di investimento prevede un impegno di 7,4 miliardi di euro entro il 2012 con un ruolo chiave per l’eolico. Entro il 2012 l’Ente prevede di poter contare su una capacita’ di 1500 MW di eolico. Un esempio di come si sta operando e’ quello dell’impianto di Acquaspruzza che passera’ dalle attuali 8 turbine a 45 nel 2020 e da una produzione di 15.500.000 kWh l’anno a 76.000.000. L’Enel e’ dunque intenzionata ad investire nel settore, ma lamenta la presenza delle necessarie condizioni, prima fra tutti, tempi brevi ed affidabili per ottenere le autorizzazione. Restare inattivi su questo fronte, secondo l’Enel, potrebbe penalizzare pesantemente l’Italia, con costi fino a 40 miliardi di euro nel 2020.