Tra polemiche e dubbi ecco i body scanner a Fiumicino

Sei secondi per essere “messi a nudo”. È partita ieri a Fiumicino la sperimentazione- su base volontaria – dei “body scanner”, i nuovi di dispositivi di sicurezza in grado di scovare armi e sostanze, come gli esplosivi, che sfuggirebbero ai normali metaldetector. Gli esperti dicono che sono innocui, ma Codacons e Adoc annunciano battaglia. Dubbi e perplessità anche tra i passeggeri; dubbi che hanno provato a fugare ben due ministri – Altero Matteoli (Infrastrutture) e Ferruccio Fazio (Salute) – che si sono sottoposti ai primi controlli al Terminal 5. Oggi toccherà ai passeggeri – un milione all’anno quelli coinvolti a Fiumicino -, ma solo se lo vorranno, altrimenti saranno sottoposti a doppia perquisizione. Da 4 a 6 le settimane di sperimentazione dei dispositivi che, nei prossimi giorni, saranno attivi anche a Malpensa e Venezia. Se i test daranno risultati positivi, le costose apparecchiature – circa 150mila euro l’una – saranno acquistate dall’Enac che ha già pronti 2 milioni di euro per comprarne una quindicina. Il body scanner si presenta come una cabina, con ingresso ed uscita aperti, che il passeggero deve attraversare a braccia alzate. Il controllo – attraverso onde elettromagnetiche a bassa frequenza – dura circa 6 secondi. Nel caso in cui viene rilevato un oggetto, sul monitor si riproduce una sagoma stilizzata del corpo umano, con l’indicazione della zona dove fare un controllo approfondito. Niente volto e niente immagine. «Nonc’è rischio per i bambini e le donne incinte», afferma Fazio. Nessun rischio, assicura, neanche per i portatori di pacemaker. Ma l’Adoc replica: «Non siamo cavie, il ministro pubblichi gli studi che dimostrano l’assoluta non nocività». Perentorio anche il Codacons che insiste: «Nessun consumatore può essere obbligato a sottoporsi ai controlli ».