Stop alla crisi nel 2010? No, imprese in difficoltà

Chi puntava tutto sul 2010 per mettersi alle spalle la devastante “crisi” che ha colpito tutti i settori della società, dovrà purtroppo ricredersi. Specchio di una ripresa che non c’è – né ci sarà – è la piccola e media impresa di Roma e provincia. Dall’indagine congiunturale sulle pmi elaborata da Cna Roma e Istitutto Tagliacarne, l’occupazione registra un saldo negativo del 16,8% nel secondo semestre 2009 che non migliora nell’immediato futuro. Inoltre se il secondo semestre del 2009 si è chiuso con il segno meno sia per produzione e ordinativi che per fatturato e utile lordo, il 2010 non fa presagire nulla di buono soprattutto, come ha spiegato il direttore della Cna Lorenzo Tagliavanti, per quanto riguarda gli utili che secondo gli imprenditori si ridurranno. «Oltre alla riduzione degli addetti – fa sapere Tagliavanti – sono sempre più numerose le aziende costrette a ridurre il numero di ore lavorate e che hanno ridotto, rispetto al primo semestre 2009, le ore di straordinario». E il ricorso ad ammortizzatori sociali è stato richiesto dal 2,5% delle imprese. «Il 2010 si presenta con maggiore preoccupazione per le imprese di minore dimensione, le quali avevano puntato tutto su una pronta ripresa quest’anno ma stanno arrivando lunghe in questa attività. La nostra indagine – spiega Tagliavanti – ci dice che solo 7 imprese su 100 aumenteranno l’occupazione e che relativamente agli ordini permangono ancora importanti elementi negativi. Quindi le piccole imprese cominciano ad essere in difficoltà e tutto questo ovviamente ha un impatto nel settore finanziario. Le banche tendono ad allungare i tempi di erogazione ed aumenta la difficoltà per gli accessi al credito». Per far fronte a questa situazione il direttore della Cna di Roma guarda «al piano casa, tanto evocato come un’occasione: il 40% delle imprese sono legate all’edilizia ed il piano casa non solo rappresenta un’opportunità per le famiglie ma lo sarebbe anche per le nostre imprese. Penso alla green economy ed a sostenere con forza le imprese nel rapporto con la banca». Nel giorno dello sciopero nazionale dei migranti Tagliavanti afferma, infine, che «l’immigrazione rappresenta una fondamentale forza lavoro e non dobbiamo dimenticare che sul nostro territorio aumenta l’imprenditoria straniera». (dnews)