Onda e migranti, sit-in giallo per i diritti

Gli invisibili e gli studenti. Tutti insieme, in piazza, per manifestare contro il lavoro nero, il razzismo, l’intolleranza. Per chiedere maggiori diritti e più libertà. È un popolo vasto e variegato quello che sfila nel cuore della Capitale nel giorno in cui in tutta Italia prende il via lo sciopero degli immigrati. I ragazzi si uniscono agli stranieri nelle 24 ore di astensione dal lavoro: “l’onda gialla” manifesta contro chi frena «la comunicazione e la conoscenza», contro chi mette le basi per la discriminazione e ostacola così l’integrazione tra popoli. A distanza di un anno, gli studenti i collettivi ed il movimento dell’Onda tornano in piazza Montecitorio per una lezione all’aperto. Tema scelto “Lezioni di clandestinità”. Oltre un centinaio di giovani si siedono in in terra davanti l’ingresso della Camera e ascoltano gli interventi e le letture che si alternano. In cattedra ci sono loro, gli stranieri, con le loro storie difficili, con il loro carico di esperienze. Sulle transenne decine di cartelli: “Vogliamo viaggiare liberamente in Europa”, “diritti per tutti”, “no al lavoro nero”, “no al tetto del 30 per cento nelle scuole per i bambini stranieri”. «Questa vuole essere una giornata di esperienze, racconti, vite che si incontranosottolineano i manifestanti – è arrivato il momento di tracciare una vera alternativa al razzismo di Stato». Igiaba Sciego, scrittrice italo-somala, spiega che «servono comunicazione e conoscenza per cambiare le leggi sulla cittadinanza». E i ragazzi sono d’accordo, tant’ è che in mattinata un gruppo di immigrati e giovani dei centri sociali si ritrova sotto la sede provinciale dell’Inps di via Ambaradam ed entra nell’ufficio per rivendicare «i diritti previdenziali maturati». Tentano di sottolineare «la distorsione di una legge che non permette ad un immigrato regolare, una volta rientrato in patria e che paga i contributi, di usufruire della pensione maturata». Alcuni degli stranieri hanno indosso i loro vestiti da lavoro: chi quello da cuoco, chi la tuta da operaio. Tante le colf e le badanti in strada, nella stessa giornata in cui il corteo prende vita in tutta Italia e in diversi stati europei. Scatta il blitz degli studenti dell’Onda universitaria al ministero dell’Istruzione: tra zaini, quaderni e penne, tutti indossano qualcosa di giallo, colore simbolo della manifestazione. Davanti alla struttura viene affisso un cartello. «Divieto di accesso, eccetto che per bianchi, ricchi, italiani». Nel pomeriggio il corteo indetto dalla Rete romana contro il razzismo parte da porta Maggiore per approdare in serata all’Esquilino. Ci sono i curdi con le bandiere di Ocalan, gruppi dei centri sociali e bandiere della sinistra. In testa gli africani di Rosarno con lo striscione “No allo sfruttamento”. Quando il popolo giallo si ritrova in piazza Vittorio è un tripudio di colori, musica. In pista ci sono anche Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, e il capogruppo del Pd alla Camera. «Qui in piazza Vittorio, allo sciopero degli immigrati, colori, musica, entusiasmo, valori – cita uno degli interventi su Twitter di Dario Franceschini “postato” dal cuore del quartiere multietnico della Capitale -sono nuovi italiani che rendono piu bella l’Italia».