Respinto ricorso Pdl nel Lazio, Polverini chiede aiuto al Colle

Tra accuse incrociate, veleni interni al Pdl e appelli al capo dello Stato, il rush finale in vista delle regionali parte all’insegna del caos nel Lazio. Dove, almeno per il momento, resta esclusa la lista provinciale di Roma dei candidati del centrodestra. Ieri il Tribunale ha respinto l’istanza presentata dal Pdl per l’accoglimento della lista; e se è già pronto un nuovo ricorso all’ufficio centrale regionale della Corte d’appello, è probabile che la questione finisca davanti al Tar e al Consiglio di Stato. Su quanto accaduto sabato scorso intorno a mezzogiorno si rincorrono indiscrezioni, voci e versioni differenti. Al momento le certezze sono due: Alfredo Milioni, il responsabile della lista del Pdl, ha tentato di consegnare parte della documentazione fuori tempo massimo; e in effetti al Tribunale non c’è traccia del verbale di ricevuta del cancelliere. Nel frattempo monta il malumore all’interno del Pdl. Renata Polverini ha spiegato che Berlusconi è «sconcertato» per quanto è accaduto. La candidata del centrodestra nel Lazio si è rivolta direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl, di esprimere il proprio voto». Per l’ex sindacalista, che pure ha ostentato ottimismo («Vinceremo lo stesso») la burocrazia «non può uccidere la democrazia ». Il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, ha scritto una lettera al Quirinale chiedendo che «tutti i cittadini romani e del Lazio possano avere la possibilità di esprimere il diritto di votare». Ma le reazioni sono tutt’altro che univoche. Se il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha annunciato battaglia affinchè «non si falsi il risultato», il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa non ha fatto niente per nascondere la propria irritazione. «C’è stata una grande leggerezza – ha detto il responsabile della Difesa – e ora l’importante è l’ammissione, ma certo le liste non si presentano all’ultimo minuto». Ancora più duro Gianfranco Rotondi, il ministro per l’Attuazione del programma, che si è scontrato con il coordinatore laziale del Pdl, Vincenzo Piso: «I maestri del partito hanno fatto perdere la Polverini a tavolino, ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci». Nel frattempo l’opposizione non sembra intenzionata a fare sconti. «Diciamoci le cose come stanno, questa lista non c’è, non c’è verbale», ha commentato la candidata del centrosinistra nel Lazio, Emma Bonino, augurandosi che «dopo le leggi ad personam non si arrivi a un provvedimento ad listam ». Per Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, «se un povero cristo compie degli atti in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge ne paga le conseguenze» e «le regole devono valere per tutti». All’attacco va anche il segretario Udc Lorenzo Cesa: «Che il Pdl sia in stato confusionale non lo diciamo noi, ma appare chiaro ogni giorno».