Roma Panathinaikos, Ranieri: voglio vincere la coppa

La vigilia di Roma – Panathinaikos viaggia sul filo delle emozioni regalate dai tifosi giallorossi, che hanno affollato i botteghini per cercare di riempire lo stadio. Questa sera (fischio d’inizio alle 19) servirà il loro apporto per scavalcare gli ellenici che, forti del 3-2 dell’andata, punteranno pure sulla spinta dei seimila tifosi greci in arrivo (scioperi permettendo) nella Città Eterna. Schietto, Claudio Ranieri ha chiesto anche l’aiuto dei tifosi romanisti, nella sfida di questa sera. «Innanzi tutto – ha spiegato l’allenatore della Roma – anche se sono romano devo farmi conoscere dai miei fratelli romani, non è che sanno molto di me. Quando ho detto che non sono De Coubertin, per me ogni partita è l’ultima, vale un dentro o fuori, può essere Europa o campionato, amichevole, va comunque giocata al cento per cento. Dopo cinquanta anni, si chiamava Coppa delle Fiere (era il 1961, ndr), mi piacerebbe portare un trofeo a Roma, ma non sarà facile, ce ne accorgeremo domani (oggi, ndr). Prima di tutto deve esserci il sogno, poi ci deve essere l’azione. Il sogno lo abbiamo detto, ma contano i fatti». Poi ha aggiunto, nel merito delle sensazioni: «A Roma c’è sempre pressione. Un conto è avere pressioni negative quando vai male, un conto è averle positive. Nel momento difficile i ragazzi hanno dimostrato grandi cose. Spero che quando arriveranno le pressioni positive i ragazzi facciano lo stesso». Ranieri è apparso tranquillo, anche se qualche timore gli resta, complici le assenze di Totti, Toni, Pizarro e Julio Sergio. A centrocampo punterà su Brighi per far coppia con De Rossi, mentre in difesa rientra Mexes per dare un turno di riposo a Juan. Poi, davanti, il tecnico giallorosso dovrebbe confermare la fiducia a Cerci che agirà sulla trequarti insieme a Perrotta e a Taddei. E Vucinic, scelta quasi obbligata, sarà l’unica punta, almeno al fischio d’inizio. «Credo – ha anche dichiarato il tecnico di Testaccio nel pronosticare la sfida – che abbiamo il cinquanta e cinquanta, loro sono una squadra ben organizzata, giocheranno ad aspettarci per ripartire in contropiede, come nella gara di andata. Ci faremo trovare pronti per questo». Poi s’è soffermato sulle assenze, in merito alle quali ha spiegato che «fino a ora la squadra sta facendo bene, sta mascherando bene le assenze importanti, non solo di Pizarro, ma anche degli altri che non posso convocare. Stiamo facendo bene ma dobbiamo continuare». E, sul sogno di «riportare a Roma un trofeo continentale dopo 50 anni», ha spiegato: «La Roma deve essere forte. Deve trovarsi al momento giusto al posto giusto. Incontrare quelle squadre con tutti i suoi giocatori e giocarsela alla pari. E poi avere il pizzico di fortuna per essere decisivo e vincere. Perché se non hai un pizzico di fortuna non arrivi». Infine, l’ironia sull’utilizzo di Juan, che sarà tenuto a riposo in vista della sfida col Napoli: «Io scherzando lo chiamo Benjamin Botton perché quando sono arrivato aveva 40 anni adesso sembra che ne abbia 25. Vedremo se giocherà, non mi sembra stanco». Chiusura di sipario ancora sui tifosi: «Spero che l’Olimpico sia pieno perché ne abbiamo bisogno. Quando lo riempiremo vorrà dire che saremo sulla strada giusta».