Scaglia torna oggi in Italia

Primi interrogatori nel carcere romano di Regina Coeli per gli imputati arrestati nell’inchiesta sul maxi-riciclaggio da due miliardi di euro che ruota intorno a operazioni eseguite da Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Tragli indagati, il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, che oggi rientrerà in Italia con un volo privato. Si è detto “tranquil lo”, anche se per il gip era «non soltanto il legale rappresentante » di Fastweb «di fronte a terzi, ma il vero dominus della società e colui al quale venivano quindi riferite le scelte gestionali di maggior rilievo». Nell’inchiesta è coinvolto anche l’attuale ad di Fastweb, Stefano Parisi. Ha deciso di non dimettersi e ieri ha difeso a spada tratta la società: «Fastweb non ha mai commesso azioni criminali, non ha fondi neri, non ha mai fatto frodi fiscali ». «Non sapevamo – ha sottolineato – che il traffico telefonico fosse fittizio». L’inchiesta intanto si arricchisce di nomi noti del mondo politico romano: accanto a quello di Gennaro Mokbel, nel provvedimento di custodia cautelare gli inquirenti hanno citato anche Stefano Andrini, attuale ad di Ama Servizi, che a Roma si occupa della nettezza urbana. Secondo i magistrati, Andrini avrebbe fatto parte della truffa. L’ad prima si è autosospeso, poi ha presentato le dimissioni. La sua nomina, l’estate scorsa, provocò molte polemiche: Andrini ha un passato da naziskin ed è stato condannato per concorso in lesioni aggravate. Nelle elezioni politiche del 2008, Andrini è stato candidato alla Camera per “Aisa” in Sud America, ma non è stato eletto.