Ora Di Girolamo rischia l’arresto

Il senatore Nicola Di Girolamo, per il quale il gip paventa «il rischio di fuga», è stato ascoltato dalla Giunta per l’immunità. «Mi accusano di essere mafioso, non è assolutamente possibile. Sono stato in Calabria un giorno solo ospite di un mio amico professionista», ha detto. Sulla sua testa pesa l’accusa di aver ricevuto sostegno elettorale dalla ‘ndrangheta. Ieri sono spuntate le foto scattate due anni fa a una cena elettorale in cui il senatore Pdl è in atteggiamento amichevole con il boss Franco Pugliese e con Gennaro Mokbel, considerato dai magistrati l’ambasciatore delle famiglie mafiose calabresi nel potere politico romano. Per il gip Morgigni il quadro è chiaro. «Di Girolamo risulta essere promotore e capo di una associazione per delinquere che ha commesso delitti di eccezionale gravità». E «l’attività investigativa – scrive – ha evidenziato che Di Girolamo, con Mokbel e Colosimo, si è recato in Calabria presso Franco Pugliese, legato alla cosca ‘ndranghetista degli Arena, allo scopo di ottenere un appoggio politico alla sua elezione a senatore, candidatura assolutamente strumentale agli interessi del sodalizio». Di Girolamo avrebbe anche «falsificato i dati per risultare residente all’estero» . Il gip spiega anche il contesto in cui è maturata la sua candidatura. «Dalle conversazioni intercettate e dai contatti che il Mokbel direttamente intrattiene con primari esponenti della scena politica nazionale emerge che l’unico posto disponibile per la candidatura di Di Girolamo è nella circoscrizione degli italiani all’estero». Chi sono questi “primari esponenti della scena politica nazionale”?. Chi può decidere una candidatura al Senato? Il gip spiega anche la macchina elettorale. «Mokbel, Colosimo e Pugliese quali ideatori, e Macori e Gabriele quali esecutori materiali recatisi in Germania, hanno reperito i certificati elettorali… e hanno abusivamente riempito le relative schede elettorali con il nome di Di Girolamo». Il parlamento sta cercando di mettere la parola fine alla vicenda Di Girolamo. Con la Giunta che ha messo il turbo e sembra essere propensa per il “si”all’arresto. Del resto, dal Pdl arrivano segnali chiari: la maggioranza vuole scaricare il senatore.