Diedero fuoco a indiano: condannati a 14 anni di carcere

Da due giorni aveva perso il suo posto letto in una struttura di accoglienza per senzatetto di Roma. Così aveva trovato una soluzione: prendere dalla stazione Termini l’ultimo treno per Nettuno, dormire sul treno e scendere alla stazione per scegliersi una panchina dove passare la notte. Su quella panchina, Navtej Singh, indiano di 35 anni, ha rischiato di morire, bruciato vivo. Ieri la sentenza del tribunale di Velletri che ha condannato a 14 anni di reclusione Francesco Bruno, di 30 anni, e Gianluca Cerreto di 20, i due giovani della gang – c’era anche un minore – che diede fuoco all’indiano nel febbraio 2009 nella stazione di Nettuno. La sentenza, che è stata pronunciata nella tarda serata di ieri dopo una camera di consiglio che si è protratta dalla mattinata, ha leggermente ridimensionato la lettura dei fatti del pm che aveva chiesto diciotto anni di reclusione. Il dispositivo esclude la premeditazione e le sevizie, concentrandosi proprio sul gesto della banda di balordi che poteva costare la vita all’uomo. Con loro c’era un terzo ragazzo,Samuele F., di Ardea, che aveva 17 annni e che è stato già giudicato dal tribunale dei minori di Roma. Cerreto e Bruno sono stati anche condannati a pagare 25mila euro di provvisionale nei confronti di Singh che, a distanza di un anno e dopo vari trapianti di pelle, è ancora in riabilitazione e dovrà subire un altro intervento chirurgico, oltre a 4.000 euro per le spese legali da lui sostenute e le spese processuali.