Tutti contro Mourinho, solo Zamparini lo difende

Il rumore dei nemici è tornato a farsi sentire e mai è stato tanto fragoroso. José Mourinho ha pagato caro le sceneggiate di sabato sera contro la Sampdoria con il gesto delle manette: 3 turni di squalifica, 40 mila euro di ammenda e il mondo del calcio contro. Ci ha provato Massimo Moratti a dare un’interpretazione del gesto della discordia. «Cosa significano le manette? Lo ha fatto lui, lui lo sa e lui lo deve spiegare. Forse intendeva che vogliono fermarci». Intanto uno stop e un conto salato è arrivato dal giudice sportivo. Oltre al tecnico, i nerazzurri si sono visti squalificare quattro giocatori e Gabriele Oriali: gli espulsi Samuel e Cordoba per un turno, Muntari e Cambiasso per due giornate (l’Inter farà ricorso per Muntari, Cambiasso e Mourinho). Il ghanese paga gli insulti alla terna arbitrale, l’argentino l’ave r cercato di colpire Pozzi con un pugno nel tunnel. La censura a Mourinho arriva anche dal presidente federale Giancarlo Abete, che lancia un appello alla calma. Non lo nomina mai, ma il riferimento al portoghese è chiaro. «Ogni volta che si va oltre nei gesti e nei toni – ha spiegato – si crea un’esasperazione che non può essere giustificata solo per la fase che si sta vivendo. Questa è una fase delicata, serve rispetto per tutti gli altri protagonisti, perché un calcio sovraeccitato non fa bene». Secondo round di stilettate allo Special One da parte di Adriano Galliani, che ribadisce i concetti espressi domenica sera. «Assurdo continuare con gesti che aizzano la gente, io nel derby non ho mai visto eccitare il pubblico come s’è fatto. Vanno abbassati i toni: che interesse c’è a eccitare gli animi in questo modo? Non voglio parlare dell’Inter, il mio è un discorso generale: non va bene, troppa tensione, troppe dichiarazioni». Chi prende le difese degli arbitri è Alberto Zaccheroni: «Poveretto Tagliavento. Abbassiamo i toni, senza l’arbitro non possiamo giocare: aiutiamolo. Quello di sabato sera non sembrava un incontro di calcio, era tutt’altra cosa. La moviola poi ha dimostrato che il direttore di gara aveva ragione su tutti gli episodi». Sembra non sentirci il presidente del Livorno Aldo Spinelli, che chiede la testa di Collina e minaccia di ritirare la squadra mentre, con negli occhi ancora gli errori di Ovrebo, il patron della Fiorentina Diego Della Valle la prende con filosofia: «Fare polemica sugli arbitri è lo sport preferito in Italia. Il nostro dovere è migliorare la situazione». Va controcorrente Maurizio Zamparini, presidente del Palermo: «Il gesto di Mourinho è simpatico, prendiamolo come una goliardata istintiva». Chi ha la soluzione è Giampaolo Pozzo. L’azienda del numero 1 dell’Udinese ha da anni messo a punto un sistema che cattura le immagini, le elabora con un computer e invia un segnale all’arbitro. Il tutto per dirimere casi come il fuorigioco e il gol fantasma. Chissà se Blatter ci sentirà.