Un esoscheletro modello Avatar

Un esoscheletro modello Avatar La muscolatura artificiale può essere indossata anche per operazioni complesse di protezione civile. O per aiutare i disabili. Altro che Avatar. Il primo esoscheletro per la “servoamplificazione” di forza realizzato in Italia, che per le sue caratteristiche tecniche può essere considerato il più complesso sistema robotico indossabile al mondo, è ora una realtà grazie al dispositivo sviluppato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Può essere applicato sia in ambito militare(nona caso ilprogettoè stato finanziato dal ministero della Difesa) ma anche per complesse operazioni di protezione civile. Si tratta di uno strumento cibernetico esterno che riesce a potenziare le capacità fisiche, amplificando fino a 20 volte la forza di chi lo indossa, agendo come una sorta di muscolatura artificiale. Un primo prototipo di “body extender” è stato completato nel marzo 2009. È costituito da un corpo centrale a cui sono collegati 4 arti robotici (2 braccia e 2 gambe), caratterizzato da capacità di movimento paragonabili a quelle del corpo umano. Inoltre, utilizzando entrambe le braccia robotiche, si possono sollevare e sostenere carichi fino a 100 chilogrammi, anche per lunghi intervalli di tempo. Il bello poi è che tutta questa forza non rallenta imovimenti, né limita la sensibilità. Chi lo utilizza ha estrema libertà di movimento sulle gambe e può compiere passi avanti, indietro e laterali, roteare sul posto, accovacciarsi, salire e scendere gradini. La novità che rende infatti unico al mondo questo dispositivo, spiegano i ricercatori pisani, «è costituito dall’elevato numero di gradi di libertà (ben 22) consentiti all’operatore e ogni grado di libertà è dotato di un sensore di posizione angolare controllato in modo indipendente dagli altri, attraverso un motore elettrico dedicato». Il dispositivoè inoltre dotato di sensori di forza collocati in corrispondenza dei punti di contatto con il corpo dell’operatore, che consentono al body extender di capire le intenzioni di movimento. Allo studio c’è anche una tuta per migliorare la vita dei soggetti con deficit motori. Come puresi sta progettando un modo per trasformare questa tuta magica in uno strumento preziosissimo per portare soccorsi in caso di catastrofi (a questo punto rimuovere le macerie sarà assai più facile),maanche nel caso di assemblaggio di grandi manufatti, come aerei, navi, vagoni ferroviari. Del resto per comandare il “body extender ” basta indossarlo e afferrare le maniglie, dotate di grilletti per il comando della presa degli oggetti, allacciando le cinture dello zaino e dei piedi. E si diventa in pochi attimi un super eroe. Fra cinque anni al massimo tutta questa tecnologia finirà in commercio, assicurano da Pisa. Chi vuole può mettersi in fila. -Dnews/Paola Pentimella Testa-