Eolico, energia verde ma posti in rosso

Un settore in crescita, quello dell’eolico, che ha visto l’Italia affermarsi anche come esportatore sui mercati internazionali, ma che oggi vive una battuta d’arresto destando non poche preoccupazioni. Preoccupazioni che hanno portato il segretario generale Uil Angeletti e il presidente dell’Anev Togni a rinnovare negli scorsi giorni il protocollo d’intesa avviato nel 2008 come impegno congiunto a sostegno dello sviluppo del settore, perché «l’eolico è una tecnologia matura per costi decrescenti, possibilità industriali e occuopazionali», come si legge nel testo. Ed è proprio l’aspetto occupazionale quello che più sta a cuore ai firmatari del protocollo: il settore al momento impiega circa 30.000 unità ma, come messo in luce dallo studio Anev-Uil sul potenziale occupazionale dell’eolico, potrebbe determinare la creazione di circa 67.000 occupati in totale, sia diretti che indiretti. Eppure «il 2012 è iniziato con dei licenziamenti in un settore che, invece, negli ultimi 10 aveva vissuto una crescita costante», spiega Togni. A causare la riduzione dei posti di lavoro ci sarebbe, oltre alla crisi, anche la «mancanza di un quadro normativo di riferimento in grado di garantire stabilità – spiega Togni – caratterizzato da un forte ritardo nell’emanazione del Decreto Ministeriale sulle modalità di incentivazione delle Fonti Rinnovabili. Nel 2012 rischiamo di dover affrontare forti tagli dell’occupazione qualora il provvedimento in preparazione non rilanci il settore eolico». Il protocollo d’intesa impegna Anev e Uil sui temi della formazione professionale, della sicurezza, delle attività di comunicazione e informazione e a inviare segnalazioni alle istituzioni competenti. E tra le prime segnalazioni «c’è sicuramente quella ai ministeri dello Sviluppo e dell’Ambiente sullanecessità diincentivi stabili e sufficienti che, seppure in misura ridotta, permettano al settore di crescere». -Dnews-