Rifiuti elettrici smaltiti anche grazie al lavoro in carcere

Rifiuti elettrici smaltiti anche grazie al lavoro in carcere. Un progetto con due anime: una ambientalista e l’altra sociale. Ambientalista perché ha a che fare con il corretto smaltimento o riutilizzo dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; sociale perché ad apprendere e svolgere questo lavoro sono i detenuti che partecipano ai laboratori "Raee in carcere". Dal loro avvio nel 2005, i laboratori hanno coinvolto e formato 21 detenuti, di cui 9 sono stati assunti come figure specializzate; oggi sono 12 le persone impegnate nei laboratori e indennizzate, di cui 7 remunerati (regolarmente assunti) per operazioni di smontaggio e trattamento dei Raee.