Bioetanolo, la sfida di Beta Renewables

Green economyIl più grande impianto al mondo nel vicentino. La forte propensione all’innovazione è una delle caratteristica di Beta Renewables, società leader nella produzione di carburanti e prodotti chimici da fonti rinnovabili, joint venture nata nel 2011 tra ChemTex, società di ingegneria e R&D del Gruppo Mossi&Ghisolfi, e il fondo Usa Tpg. La società con lo sviluppo della tecnologia Proesa, è all’avanguardia nella produzione di bioetanolo di seconda generazione e ha costruito e avviato a Crescentino (Vc) il più grande impianto al mondo (40.000 ton/anno) per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, che è entrato in funzione alla fine del 2012. «Siamo partiti dalla domanda di sostenibilità dei nostri clienti» spiega Guido Ghisolfi, ad di Beta Renewables e Vice Presidente del Gruppo Mossi & Ghisolfi. «Tutti i nostri clienti, infatti, esprimono la necessità di una produzione a basso impatto ambientale che nel nostro caso si traduce nella biodegradibilità e nell’alto tasso di riciclo del prodotto». Per questo, aggiunge Ghisolfi, «il gruppo ha deciso di intraprendere questa strada investendo nelle tecnologie agricole». Così «abbiamo affittato centinaia di ettari di terreno in Italia, Tunisia e Messico per vedere come produrre e valutare la sostenibilità non solo tecnologica ma anche economica dell’operazione». La strada scelta «è anche quella più difficile e riguarda il residuo agricolo». Anche perché «in tutti i paesi sviluppati ci sono terreni marginali non più coltivati. Nel nostro paese, ad esempio, ogni anno perdiamo tra l’1,5 e il 2% di terreno» e il residuo agricolo «è di 24 milioni di tonnellate all’anno». La tecnologia Proesa «che abbiamo sviluppato, non solo riduce l’impatto ambientale ma permette di utilizzare diverse biomasse risolvendo così diverse problematiche». Ad oggi, conclude Ghisolfi, «contiamo 250 ricercatori e 1000 brevetti. Per il 2013 puntiamo a 10 licenze nel mondo e 50 per il 2014». -Dnews-