Clima e energie: Approvata la direttiva per controllare le emissioni di Co2

Clima e energie rinnovabili via libera da Strasburgo.
Approvata la direttiva per controllare le emissioni di Co2.
Con una larghissima maggioranza il Parlamento europeo approva il pacchetto clima, composto da sei risoluzioni e che accoglie tutti gli emendamenti. Le direttive contengono gli strumenti per raggiungere entro il 2020 un triplice obiettivo: riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas a effetto serra, aumento del 20 per cento del risparmio energetico e aumento al 20 per cento della quota dei consumi totali coperta da energia prodotta da fonti rinnovabili. Per facilitare e mettere in sicurezza l’esito dell’esame parlamentare, la presidenza ha deciso di sottoporre al voto prima di tutto gli emendamenti frutto del compromesso raggiunto tra Consiglio-Commissione e Parlamento. E l’approvazione è stata plebiscitaria: i sì sono stati 610, 60 i no e 29 le astensioni.

Nelle risoluzioni si parla di sistema di scambio delle emissioni di gas a effetto serra; ripartizione tra gli Stati membri degli sforzi per ridurre le emissioni cattura e stoccaggio geologico del Co2; aumento del ricorso alle energie rinnovabili. È stato inoltre dato il via libera alla direttiva per la riduzione delle emissioni di Co2 delle auto e per la riduzione dei gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita dei combustibili. Soddisfatta dei risultati ottenuti il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Una grande prova di coesione dell’Europa,  ha commentato. Il messaggio che l’Ue lancia al mondo è quello di una volontà chiara e di un impegno serio per la lotta ai cambiamenti climatici e che punta anche alla promozione di tecnologie e di attività economiche legate allo sviluppo sostenibile, alle energie pulite, alle fonti a basso contenuto di carbonio.

Non la pensano allo stesso modo gli ambientalisti, che fino all’ultimo avevano sperato nel parere negativo di Strasburgo. Rispetto ai singoli Stati e al Consiglio europeo, l’assemblea era schierata infatti su posizioni più avanzate in tema ambientale e l’annacquato compromesso raggiunto la settimana scorsa poteva non essere ritenuto sufficiente. Non a caso associazioni come Wwf e Greenpeace avevano rivolto un appello all’Europarlamento affinché bocciasse la direttiva. Meno radicale invece la posizione di Legambiente, che riconosce che la strada imboccata è quella giusta anche se convinta che si poteva fare di più e ricorda che i target stabiliti a Kyoto sono ancora vincolanti e questo nuovo accordo non eviterà le sanzioni agli Stati che non li hanno rispettati.