Acea, contro aumento servizi idrici i piccoli azionisti all’attacco

L’Associazione dei piccoli azionisti dell’Acea s.p.a. sul piede di guerra per l’ipotesi, più che concreta, di un aumento secco del 5 % della bolletta dell’acqua in città da parte del gestore del servizio idrico, Acea Ato 2, dal primo gennaio 2009. Su tutte le furie Franco Di Grazia, presidente dell’Apa (Associazione piccoli azionisti Acea) per «la decisione improvvisa, comunicata alla chetichella un paio di settimane fa da dall’assessore ai Lavori pubblici,
Fabrizio Ghera. che ha la delega in materie di servizi idrici in città – dice Di Grazia – la decisione di un eventuale aumento della tariffa non spetta a lui soltanto, anche se il Comune è l’azionista di maggioranza, ma all’assemblea dei sindaci».

Un aumento della bolletta sui servizi servizi idrici integrati (acqua, depurazione e fogne), secondo i piccoli azionisti Acea, non può «giocarsi sui parametri dell’ex Amministrazione Veltroni, che prevedeva una tariffa media costruita su macrovalori ed accorpamenti non corredati da dati contabili certificati e non riscontrati dalla stessa Segreteria tecnica provinciale, deputata dalla legge ai controlli e alle verifiche sugli investimenti previsti nella convenzione sottoscritta dai Comuni dell’Ambito territoriale ottimale (Ato2) del Lazio-Centrale». Ma che significa? «Significa che per noi ci sono delle criticità nella gestione dei servizi idrici – dice Di Grazia – prima di parlare di aumenti bisogna migliorare il servizio. Anche per il comitato provinciale che ha il compito di controllare il servizio idrico ci sono dei problemi».

Quali sono le magagne del servizio idrico? «A parte che le condotte perdono il 40 % dell’acqua, i contatori sono vecchi di 20 anni – dice Di Grazia – e gli errori di lettura sono all’ordine del giorno. Poi, c’è il problema dei distacchi idrici di massa. La stragrande maggioranza per morosità o calcoli sommari, senza lettura del contatore». È sicuro? «Sì, secondo i nostri calcoli in tutto il 2007 fino a ottobre 2008 ci sono stati 70mila distacchi in città – dice Di Grazia – l’Acea dice che sono stati 7mila. Il distacco e poi il riallaccio costa 200 euro e finisce in bolletta».

Emblematico il caso di un avvocato, vittima a luglio di un distacco idrico, senza preavviso, per una bolletta non pagata. «Ho subito pagato – dice la donna, che chiede l’anonimato – mia madre è inchiodata a letto con l’Alzheimer, due giorni senz’acqua a luglio, un disastro. All’Acea hanno detto che mi mandavano gli operai, per il riallaccio, ma dopo due giorni ancora niente». Quindi? «Ho chiamato un maresciallo dei carabinieri, da testimone – dice l’avvocato – e in sua presenza ho tolto i sigilli al contatore. Sa cosa mi hanno detto al call center dell’Acea? Signora, ha fatto bene».

(Fonte:Polis.it)