L’ultima corsa per Tor di Valle

Domani chiude l’impianto celebrato in “Febbre da cavallo”. Oggi sit-in dei dipendenti. «Signor presidente, e dove vuole che sia cominciato il pasticcio? A Tor di Valle, regolare». Domani però il “pasticcio” finisce, niente più “mondo de’ matti”, niente più “gran caciare de gente”. L’ippodromo, celebrato da Gigi “Mandrake” Proietti in Febbre da Cavallo e reso grande dalle imprese di Varenne, chiude i battenti dopo 54 anni di attività per lasciare spazio a un cantiere che nel 2016 sarà il nuovo stadio dell’As Roma. Cambierà vita e faccia quello che è stato un luogo storico della Capitale e non solo dal punto di vista sportivo. L’ippodromo è stato teatro di grandi eventi musicali (vi si sono esibiti molti artisti da Antonello Venditti ai Cranberries) ma anche sfondo di molti casi di cronaca, legati spesso alle vicende della banda della Magliana, come l’omicidio dell’allibratore Franco Nicolini detto “Franchino er criminale” . Intanto il futuro è incerto per gli oltre 50 lavoratori (e per i 300 cavalli) che da domani si ritroveranno senza occupazione e che in mattinata, alle 10:30, faranno un sit-in davanti al Campidoglio nella speranza di ottenere un ricollocamento, magari nello stadio della Roma. L’assessore Alessandro Cochi ha assicurato comunque che il trotto non lascerà Roma: «È al vaglio l’ipotesi di spostarlo a Capannelle. Esistono del resto esempi di convivenza nello stesso impianto di trotto e galoppo». «Il concessionario sportivo – ha continuato – dovrebbe realizzare una pista per il trotto e all’interno del perimetro c’è lo spazio necessario per farlo. Così come c’è spazio per le scuderie». Se ne parlerà comunque per giugno. Quanto allo stadio della Roma Cochi ha spiegato che la società non ha ancora presentato il progetto. In ogni caso, ha proseguito, «ci sono sicuramente problemi di vincoli per cui apriremo una conferenza di servizi con Comune, Provincia, Regione, le Sovrintendenze e tutti gli organi interessati». Cochi ha poi invitato la Lazio a muoversi per individuare l’area: «Il progetto sulla Tiberina sembra un po’ invadente ma parlo da cittadino e da tifoso. Sarebbe bello individuarla entro maggio prima della fine del nostro mandato». -Dnews/Marcello Lembo-