«Sesso per la scarcerazione di un boss»

Teneva sotto controllo le scadenze dei permessi di soggiorno al fine di ricattare 6 trans. E non solo. Sotto scacco c’era persino la moglie di un noto boss romano. Questi i nuovi retroscena relativi all’inchiesta della procura di Perugia che ha portato all’arresto del pm Roberto Staffa, magistrato napoletano in servizio negli uffici di piazzale Clodio. In uno dei capi d’imputazione del provvedimento si fa riferimento alla vicenda di Larissa Dias De Oliveira detto “Larissa operata”. Al trans il pm romano, “abusando della sua qualità”, rivelava “no – tizie di ufficio, le quali dovevano rimanere segrete”. In particolare “avendo già programmato” per il 22 aprile dell’anno scorso “con la collega coassegnataria del procedimento di disporre una perquisizione domiciliare”, il 18 aprile convocava “senza formalità, autonomamente e senza informare la collega”, il trans nel proprio ufficio in Procura. In quella sede Staffa pone al transessuale “domande mirate in relazione alla abitazione”in modo da consentirgli “con la precostituzione di prove a favore e false dichiarazioni concordate di testimoni, di vanificare la sorpresa e l’utilità” della perquisizione. Nella richiesta di arresto, inoltre, si legge che Staffa si sarebbe anche mobilitato per “far ottenere la scarcerazione di un noto capo clan romano”. Al fine di garantire il proprio interessamento sulla scarcerazione, Staffa “in due distinte occasioni riceveva prestazioni sessuali” da una donna e comunque si adoperava “per farle ottenere nel frattempo un colloquio” con il detenuto “dando parere favorevole alla sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quello degli arresti domiciliari”. Queste le accuse mosse dalla procura di Perugia nei confronti del pm Staffa che, nel frattempo, è detenuto in una cella singola del carcere umbro di Capanne dove oggi si svolgerà l’interrogatorio di garanzia. Intanto il ministro della Giustizia, Paola Severino – a seguito dell’ispezione ministeriale – ha chiesto al Csm la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio del magistrato. -Dnews/Gianluca Mancuso-