Elettricità, contratti non richiesti

Elettricità, contratti non richiesti: tornare indietro si può. Ecco come annullarli. -Di Ettore Cera/ilSalvagente-
Da giugno sono aumentate le garanzie per chi finisce nelle grinfie di venditori poco corretti. Ed è bene conoscerle. Storie di ordinaria follia commerciale, ovvero di contratti non richiesti, “estorti” con destrezza dai venditori porta-a-porta che, specie d’estate, non esitano a raggirare ignari utenti distratti dal periodo delle ferie o peggio indifesi anziani rimasti soli in città. Gli strumenti per difendersi però esistono e dal primo giugno scorso la delibera 153 dell’Autorità per l’energia ha rafforzato le tutele degli utenti contro il truffaldino fenomeno delle attivazioni fantasma. Innanzitutto è sempre bene ricordare che passare dal mercato tutelato – dove la tariffa viene stabilita periodicamente dall’Authority – a quello libero o viceversa è sempre possibile e non prevede dei costi. E se invece – con tecniche di marketing aggressivo o peggio con la malafede vera e propria – ci viene estorta la firma su un contratto, come ci si può tutelare? Dal primo giugno le cose sono sensibilmente cambiate. Innanzitutto c’è l’obbligo per il venditore di acquisire la conferma del contratto da parte dell’utente per i contratti stipulati fuori dai locali commerciali o a distanza (al telefono o sul web). In altre parole se un venditore viene a propagandare a casa nostra una proposta commerciale e ottiene il nostro consenso, vero o estorto che sia, l’azienda fornitrice dovrà inviarci a casa una lettera nella quale dovremo ribadire o meno l’assenso al nuovo contratto. Se la richiesta di conferma avviene via telefono, l’azienda dovrà registrarla su supporto durevole. In sostanza ora sono i venditori a dover provare l’assenso al contratto, chiedendone conferma all’utente. Senza di quella il contratto non può partire. E se il passaggio a un nuovo operatore avviene contro la volontà del consumatore si può tornare indietro? E nel frattempo quale tariffa verrà applicata? Tra le novità introdotte dal primo giugno è prevista una procedura di ripristino definita dall’Autorità – alla quale hanno in pratica aderito tutti gli operatori italiani – che garantisce all’utente la certezza di tornare al precedente venditore in modo automatico e senza alcun costo. Infine, nel periodo di contratto non voluto deve essere applicato il prezzo di maggiore tutela (quello stabilito dall’Authority e non quello del venditore che ci ha “estorto” la firma) scontato della quota di remunerazione dell’attività del venditore. Infine una volta l’anno l’Authority pubblicherà la black list dei cattivi venditori ovvero quelli che hanno “appioppato” più contratti non richiesti ai consumatori italiani.