Così intascavano la mazzetta

Varese. Video inchioda due funzionari dell’Agenzia delle Entrate: 15.000 euro in una busta bianca. L’uomo sulla sinistra, in vestito scura, è un commercialista: tira fuori il plico e lo consegna a quello con la giacca gialla. Quest’ultimo è un impiegato dell’Agenzia delle Entrate e per riscuotere, riscuoteva. Tangenti: 15mila euro in pezzi da 500, in una busta bianca, passati di mano in mano in favore di telecamera, quella dei carabinieri. Che hanno arrestato due funzionari di Varese, accusati di aver chiesto una mazzetta ad un imprenditore per evitare una verifica fiscale. La sequenza ha il sapore di un antico vizio italico mai passato di moda. Perfetta la divisione delle competenze. Da una parte Massimiliano D’Errico, 40 anni, originario di Pomigliano d’Arco, referente varesino dell’ufficio Antifrode, e Vincenzo Mercadante, 52 anni, di Caserta, responsabile dei controlli alle piccole e medie imprese. Dall’altra il titolare di una ditta di impianti elettrici, che aveva sporto denuncia dopo aver ricevuto dal proprio commercialista la richiesta di 50.000 euro, destinata ad evitare un controllo degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate di Varese. Le indagini. Tutto inizia quando, nel 2007, l’imprenditore viene fermato alla dogana italo-svizzera di Ponte Tresa: i documenti in suo possesso attestavano fra l’altro il deposito di denaro su un conto in Svizzera. Per seguire i conseguenti adempimenti fiscali, l’uomo incarica un commercialista, lo stesso commercialista che nel giugno 2009 lo rappresenta alla prima convocazione all’Agenzia delle Entrate e che nei mesi seguenti avvia le procedure per beneficiare dello Scudo fiscale. A questo punto partono le richieste: tramite il commercialista, i funzionari chiedono 10mila euro per regolarizzare la posizione col Fisco. Quando il “prezzo” si fa più alto, altri 50 mila, l’imprenditore decide di denunciare. E scatta la trappola.