Facebook, azionisti in rivolta

Facebook, azionisti in rivolta. Dopo il crollo, arriva la class action degli investitori. Facebook resta nell’occhio del ciclone. Dopo il crollo del titolo a Wall Street, un gruppo di azionisti ha avviato una causa collettiva contro l’azie nda fondata da Mark Zuckerberg e contro la Morgan Stanley, la banca d’affari americana che ha curato la fase dell’entrata in borsa. Gli investitori infatti ritengono di essere stati danneggiati dalla tardiva comunicazione sulle stime di crescita del social network, giudicate in calo dagli analisti. Proprio queste prospettive negative avrebbero provocato la perdita di valore del titolo: nei primi tre giorni di quotazione, il prezzo della singola azione è passato da 38 a 31 dollari. Per chi ha investito milioni di dollari nella Ipo (l’offerta pubblica di acquisto) è stato un bagno di sangue. Così la Financial Industry Regulatory Authority ha deciso di avviare un accertamento per verificare se la banca d’affari abbia agito in maniera trasparente, informando i clienti per tempo. A sollecitare l’intervento è stato un gruppo di azionisti che ha presentato una causa collettiva presso la corte distrettuale di Manhattan. Un’azione seguita dallo studio legale Robbins Geller, lo stesso che ottenne 7 miliardi di dollari di risarcimenti dalla Enron. Per Zuckerberg, fresco sposo, sarà una luna di miele amara. -Dnews/V. Albensi-