Bertolaso non cede: Resto al mio posto

Bertolaso resta, nonostante tutto. Il mondo che si è costruito gli frana attorno, ma Guido Bertolaso mantiene la posizione, dopo lo scandalo a base di sesso e tangenti in cui è implicato per gli appalti al G8 della Maddalena. E in Commissione Ambiente della Camera, che ieri ha approvato il decreto emergenze e cassato la trasformazione della Protezione civile in spa, annuncia sereno: «Bertolaso è dimissionario, ma poiché il governo ha respinto le dimissioni, continua a fare il suo dovere». E incassa la fiducia del premier Berlusconi nell’incontro di palazzo Grazioli: «Vai avanti tranquillo». L’inchiesta della Procura di Firenze che ha portato all’arresto di 4 persone e vede il capo della Protezione civile indagato per corruzione, si allarga. Bertolaso freme: «Vorrei farmi interrogare, ma non so da chi. La procura di Firenze non è competente e sembra che i magistrati di Perugia non abbiano ancora le carte. Voglio subito chiarire la mia posizione». Sarà la procura di Perugia a occuparsi dell’inchiesta condotta finora dai pm di Roma. È quanto scaturito dalle 4 ore di vertice tenuto nel capoluogo umbro tra i pm perugini, ai quali i colleghi di Firenze hanno già trasmesso il fascicolo, e quelli romani. Restano in carcere gli arrestati. Lo ha deciso il gip di Firenze, Rosario Lupo, respingendo le richieste di revoca degli arresti presentate da Angelo Balducci, Diego Anemone e Mauro Della Giovampaola. Fabio De Santis non aveva fatto richiesta. Per aver “segnalato” quest’ultimo, Denis Verdini, coordinatore del Pdl, è indagato per corruzione: ha fatto il nome di De Santis, spiega il suo legale, l’avvocato Marco Rocchi, per la nomina a provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche, perché gli era stato segnalato per le sue qualità. Berlusconi gli ha manifestato «grande solidarietà».