Inverno senza tregua sino a marzo

L’inverno più lungo. Almeno rispetto al recente passato. Di stagioni così rigide, infatti, se ne vedono una ogni 20-25 anni. Con freddo e piogge persistenti, almeno fino a marzo, al punto da arrivare a insinuarsi fin sotto la primavera. Per tutto il mese, si susseguiranno le perturbazioni e, anche se le temperature gradualmente saliranno, non mancheranno ancora «episodi freddi con perturbazioni frequenti». L’analisi è firmata dal climatologo Giampiero Maracchi, già direttore dell’Istituto di biometeorologia Ibimet del Cnr di Firenze. «Complessivamente è un inverno abbastanza persistente – sostiene Maracchi – e non un fenomeno temporaneo. Un inverno come questo arriva ogni 20-25 anni e le caratteristiche sono molto simili all’inverno dell’85». Nelle prossime settimane sarà soprattutto il centro-sud a essere investito dal maltempo. E’ emergenza in Calabria, dove il territorio continua a franare e sono previste nuove piogge che potrebbero ulteriormente aggravare una situazione già drammatica. Insomma, per l’uscita dal “vortice polare” c’è da aspettare ancora, anche se nella marcia di avvicinamento all’equinozio di primavera del 21 marzo la situazione comincerà a ribaltarsi. Con il freddo, torna in auge anche l’influenza. Si temono nuovi picchi, con bambini e anziani osservati speciali. Ed è proprio di ieri la notizia che – secondo una delle sezioni italiane della Cochrane Collaboration – gli studi sull’efficacia dei vaccini per l’influenza sugli anziani andrebbero rivisti e integrati con ricerche più ampie.