Via Padova, Bossi: Lasciate stare i rastrellamenti

«I rastrellamenti lasciamoli stare ». Umberto Bossi, segretario della Lega Nord e ministro delle Riforme, ha preso le distanze dall’idea di «andare a prendere gli immigrati casa per casa» lanciata da alcuni esponenti del Carroccio, a cominciare dall’europarlamentare Matteo Salvini, dopo la guerriglia di sabato in viale Padova a Milano, in seguito all’omicidio di un ragazzo egiziano. Il Senatur è quindi d’accordo col Ministro degli Interni e compagno di partito Roberto Maroni intervistato ieri dal Corriere della sera, ma non risparmia le accuse alla sinistra che aveva criticato la politica del governo sull’immigrazione: «Anche io critico la sinistra che ha fatto arrivare montagne di immigrati senza casa così poi sono nati i quartieri ghetto. Se Bersani ha ragione vincerà le elezioni, se ha torto le perderà» ha sentenziato. Maroni, dal canto suo, convocherà una riunione con il Welfare, le Regioni, i Comuni, il volontariato, per affrontare il tema perché, ha ammesso, «ci sono molti immigrati regolari che vivono ancora una condizione di estraneità». Per quanto riguarda il breve termine la soluzione del Viminale sono 170 poliziotti in più in città. Tutti per via Padova, giorno e notte, a partire da oggi. «Questo è uno sforzo molto significativo », commenta il sindaco Letizia Moratti che rispondendo alla proposta leghista di vietare la vendita di immobili agli stranieri ha ricordato che «siamo in una società fatta di libero mercato». Intanto da via Padova arriva l’invito a «trovare una convivenza civile nella conoscenza e nel rispetto delle regole», dai parroci della zona e dagli stessi migranti, mentre ieri la fiaccolata del Pdl è stata contestata dai residenti. Per quanto riguarda le indagini sul delitto di Hamed Mamoud El Fayed Adou, gli investigatori lanciano un appello: «Se qualcuno ha visto si faccia vanti». Nessuna telecamera ha ripreso l’aggressione.